Francesco Sgroi sindaco di randazzo

Gal terre dell’Etna e Alcantara, Sgroi: “Delibere illegittime, le impugneremo”

Nella giornata di ieri, all’esito della votazione per la revoca del Comitato Direttivo triennio 2022/2024, eletto in data 20/05/2022, sono stati nuovamente calpestati gli elementari principi di diritto nella proclamazione del voto espresso dai 40 soci presenti.

Il Presidente dell’Assemblea dei soci, nonché Presidente di un Comitato Direttivo assolutamente illegittimo perché nominato all’esito di una delibera assembleare invalida in quanto adottata in palese violazione del principio di democraticità e di diverse norme del codice civile, dello Statuto e del Regolamento del GAL, nel richiamare, in via analogica, la disciplina prevista in materia di società per azioni – non applicabile alla società a responsabilità limitata – nonché artatamente ed erroneamente l’art. 21 dello Statuto, ha di fatto manipolato il risultato dei voti espressi dai presenti, dichiarando respinta la proposta all’Ordine del Giorno.

È evidente, invece, che a fronte del voto favorevole espresso da 40 soci e del voto contrario di 37 soci, vista la chiara previsione dell’art. 22 dello Statuto del GAL – che disciplina specificatamente il quorum deliberativo previsto per le elezioni delle cariche sociali ed applicabile anche alle ipotesi di revoca dell’organo amministrativo, come da orientamento giurisprudenziale prevalente – avrebbe dovuto invece dichiarare approvato il punto 1 dell’Ordine del Giorno.

Auspicavamo in un qualche ravvedimento da parte dell’attuale minoranza, incredibilmente arroccatasi a difesa di una delibera invalida cui, nella giornata di ieri, si sarebbe potuto porre rimedio non solo per scongiurare le vie legali ed evitare un aggravio di spese a carico della società ma anche per porre solide basi per ristabilire una proficua cooperazione ed un fattivo coinvolgimento di tutti i soci, il cui contributo è essenziale per il successo delle attività del GAL.

Purtroppo, essendosi travalicato ogni limite, non soltanto giuridico ma anche di buon senso, e nel prendere amaramente atto della netta posizione di chiusura assunta dall’attuale governance, altro non ci resta che impugnare, nelle opportune sedi, entrambe le delibere assembleari ove verranno senz’altro accertate le nostre ragioni e ristabilita la legalità.

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