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Piano di riequilibrio da rifare, fallito il tentativo di De Luca ora su Messina torna lo spettro del default

Le lacrime di Cateno De Luca che usciva dalla sua stanza dopo la videoconferenza con la Corte dei Conti che, a suo dire, si “complimentava” con l’amministrazione comunale per il piano di riequilibrio presentato, non avevano convinto. Anche perché quell’audizione era partita dalle ben dieci criticità contestate allora dalla Corte all’amministrazione De Luca. L’affaire Piano di Riequilibrio per Messina era infatti diventato materia scottante in campagna elettorale: in tanti tra candidati ed anche candidati sindaci che si opponevano a Basile avevano lanciato il segnale d’allarme.

“Messina è salva dal default” aveva dichiarato commosso l’ex sindaco De Luca. Ma ecco che adesso, dopo l’incontro dello scorso 15 luglio tra il neo sindaco di Messina Federico Basile e la Corte dei Conti, durante il quale l’ex direttore generale oggi primo cittadino, aveva chiesto che si approvasse il piano presentato da De Luca, arriva la risposta ed è un secco no. Tutto da rifare e per rifare il piano sarà necessario arrivare al 2023. In assenza di un piano di riequilibrio Messina, dunque, rimane a rischio default. E le 1000 assunzioni 1000 annunciate in campagna elettorale? Nodi che vengono, inesorabilmente, al pettine.

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