ospedale di caltagirone Pippo Compagnone

Ospedale di Caltagirone, compagnone scrive a Razza: “Necessario ed urgente un vertice fra sindaci e deputazione del territorio

Il deputato autonomista Giuseppe Compagnone torna a scrivere all’assessore Ruggero Razza chiedendo di convocare con urgenza un vertice per affrontare una volta per tutte le problematiche del presidio ospedaliero. “Ancora una volta attorno all’Ospedale Gravina si addensano le nubi del dubbio e dell’incertezza, in particolare per quanto riguarda la carenza di personale che continua a riscontrarsi nel pronto soccorso e nel reparto di cardiologia, offrendo ai cittadini l’immagine di una struttura ospedaliera ormai “sotto attacco” da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania” si legge nella missiva del deputato.

“L’Asp, ben lungi dal rispettare gli impegni presi, continua a fare orecchie da mercante rispetto alle legittime richieste dei cittadini di questa parte di provincia che, pur contando più di 150 mila abitanti, soffre una marginalità geografica che pone gran parte dei Comuni di quest’area ad circa 100 km di distanza dal capoluogo etneo e dai suoi servizi sanitari” precisa Compagnone che prosegue: “La soluzione ottimale è stata già prevista, concordata e messa nero su bianco nell’ultimo atto aziendale esitato dall’ASP nel 2020 dove, all’articolo 32, comma cinque si trova chiaramente scritto che per risollevare le problematiche di carenza di personale medico presso il pronto soccorso del presidio ospedaliero di Caltagirone risulta essere essenziale “l’istituzione immediata dei dipartimenti interaziendali, quantomeno, dell’area dell’emergenza e della rete dell’infarto”. Ebbene, questa preciso impegno risulta ancora lettera morta ed i provvedimenti fin qui adottati, sono risultati episodici, estemporanei e, in fin dei conti, del tutto inefficaci.”

“Per questo – conclude Compagnone -torno a chiederle formalmente la convocazione di un incontro con tutti i sindaci del calatino e con tutta la deputazione del territorio, per affrontare e risolvere una volta per tutte le non più emendabili carenze che comprimono in maniera insopportabile il diritto alla salute di centinaia di migliaia di nostri concittadini

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