elezioni

Palermo, il rompete le righe della democrazia

di Goffredo BucciniCorriere della Sera

Lascia un pessimo retrogusto la giornata elettorale di Palermo dove ancora tre ore dopo la (virtuale) apertura delle urne mancavano una cinquantina di presidenti di seggio in diversi quartieri, sabotando così il diritto di voto di migliaia di cittadini. Un sapore reso persino più amaro dal fondato sospetto che la fuga di massa abbia una ragione (o almeno una concausa) non esattamente istituzionale. È vulgata corrente, e lo ha detto chiaro e tondo il senatore Francesco Giro, che molti abbiano disertato «per non perdersi la finalissima serale dei playoff» nella quale il Palermo Football Club si gioca contro il Padova l’accesso in serie B.

Ora, non vogliamo fare le anime belle: il calcio è di certo un collante nazionale o, nel caso, cittadino; un momento in cui è bello stringersi sotto una bandiera che ci affratella; e Dio solo sa se il nostro Paese tormentato dalle fazioni non abbia bisogno di fratellanza. Ma, senza scomodare l’etica della responsabilità, colpisce questo rompete le righe della democrazia in una grande città del Sud che la democrazia se l’è conquistata col sangue dei suoi figli migliori.

Poco importa che nel corso della giornata si sia corsi (tardivamente) ai ripari. E poco conta ciò che ci dirà l’inchiesta della magistratura attivata dal Comune su ciò che appare (anche) un reato penale. Importa e conta che molti palermitani non saranno tornati alle urne dopo esserne stati respinti in modo protervo e incomprensibile, in quella stessa Palermo che appena tre settimane fa scendeva in piazza per il trentennale della strage di Capaci, col suo volto migliore: migliaia di siciliani e siciliane senza esitazioni dalla parte dello Stato. Nel 1982, nella sua ultima intervista prima d’essere ammazzato, Carlo Alberto Dalla Chiesa spiegava come la scommessa fosse assicurare gli «elementari diritti» ai cittadini per togliere potere alla mafia.

Ora, se il più elementare dei diritti, decidere col voto del proprio futuro, viene conculcato da manipoli di cinici irresponsabili, qualcuno dovrà pagare, e in modo visibile: non per spirito di vendetta ma per ricucire uno strappo, soprattutto nei cuori di quei giovani che domani saranno una Palermo migliore di questa.

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