Musumeci Razza

Cosa c’è dietro lo strano azzeramento dello staff di Ruggero Razza?

Ruggero Razza butta fuori dal suo ufficio di gabinetto 8 dei 13 componenti e lo fa con una lettera che viene recapitata ai diretti interessati a pochi giorni dalle elezioni comunali di Palermo ed a pochi mesi dalla elezioni regionali. I “licenziati” sono Rosa La Monica, Maria Valentinò, Giuseppe Giandalone, Margherita Ingrassia, Grazia Lo Curto, PietroGiammalva, Carlo Megna e Marcello Vitale. Dovranno abbandonare gli uffici dell’assessorato di Piazza Ziino proprio il 13 giugno, giorno successivo al voto. «Una semplice riorganizzazione interna» afferma l’assessore, ma la rassicurazione non convince per niente gli alleati che vedono dietro la strana scelta il secondo atto di un processo di “colonizzazione” in corso, preludio di una possibile “giunta elettorale” del presidente in vista delle Regionali d’autunno. Il primo round, la nomina ad assessore di Alessandro Aricò aveva scatenato una bufera (leggi qui)

Nei giorni scorsi il governatore avrebbe agitato di nuovo la minaccia di una “giunta elettorale” con l’esclusione degli assessori contrari alla ricandida tura. In questo senso, la nomina di Aricó e i movimenti sugli incarichi di sottogoverno vengono interpretati come l’avvio formale della crisi.

«L’azzeramento dell’ufficio di gabinetto di Razza alla vigilia delle elezioni – sibila un esponente di Forza Italia – la dice lunga su come questo governo si muove: è evidente che questi posti sono stati promessi a qualcuno in campagna elettorale».

A lamentarsi però non è solo la politica, ed in particolare gli alleati (o quasi ex alleati), a lanciare l’allarme è anche il mondo sindacale con la Fp Cgil che paventa il rischio di una paralisi amministrativa in un momento delicatissimo: «Questa scelta attacca il sindacato – blocca l’iter della vertenza dei 200 lavoratori degli istituti per assistenza e beneficenza (Ipab) che era stata seguita da vari rappresentanti dell’ufficio di gabinetto».

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