Pietro Polizzi

Chi è Pietro Polizzi, il globetrotter della politica accusato di voto di scambio

L’operazione della Polizia, coordinata dalla Procura di Palermo, ha permesso di svelare un voto di scambio tra il candidato al consiglio comunale Pietro Polizzi, nella lista di Forza Italia al Comune di Palermo, e i costruttori edili Sansone. Un retroscena che porta indietro alla mente a decenni fa quando il rapporto tra mafia e politica era l’unico motore propulsivo in città. Tempi che furono, ma che evidentemente non sono mai completamente passati

Il fortino Uditore

Polizzi, in corsa nel collegio dell’Uditore, quartiere popolare a Nord di Palermo, secondo l’accusa avrebbe ricevuto l’appoggio dei costruttori Sansone, storici alleati del capomafia Totò Riina, è proprio all’Uditore, per l’esattezza in via Bernini, in una delle ville del residence ospitarono il capo di Cosa nostra tra il ‘92 e il ‘93. Oggi la Villa, da dove parti Riina la mattina del 15 gennaio 1993, è stata confiscata e trasformata in caserma dei carabinieri, quella accanto anch’essa oggetto di confisca, oggi è la sede dell’ordine dei giornalisti di Sicilia. Polizzi, 52 anni, dipendente della società Riscossione Sicilia, da oltre quindici anni è impegnato in politica. Nel 2008 fu eletto consigliere alla Provincia nella lista dell’Udc, poi ne divenne capogruppo; quattro anni dopo fu eletto, sempre con il partito dello scudocrociato, nel consiglio comunale di Palermo, con 1.066 voti. Nella tornata elettorale successiva, Polizzi si candidò con la lista ‘Uniti per Palermo’, che sosteneva Leoluca Orlando a sindaco di Palermo, ma non fu eletto, ottenendo appena 617 preferenze.

Il cambio di casacca

Polizzi sembra avere avuto un continuo cambio di casacca. Lo dicono i numeri: UDC prima, poi la lista Uniti per Palermo e infine il passaggio al centrodestra. Dopo la bocciatura alle elezioni del 2017, il passaggio a Sicilia Futura, a fianco di Edy Tamajo, movimento rappresentato anche in Assemblea siciliana; nei mesi scorsi assieme al blocco di Sf, Polizzi è transitato tra le fila di Forza Italia. Chi lo conosce parla di suoi interessi anche nel mondo dei patronati e dei Caf, proprio nel quartiere Uditore. In questa tornata amministrativa, come ha ricostruito l’Ansa, era candidato in ticket con Adelaide Mazzarino, moglie di Eusebio D’Alì, animatore di “Palermo merita di più”, movimento di cittadini costruito per tirare la volata alle candidature azzurre; D’Alì è stato coinvolto nell’inchiesta della Procura, coordinata dalla Guardia di finanza, sull’Azienda trasporti siciliana (Ast, controllata dalla Regione) con nove persone indagate a vario titolo per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falsità ideologica in atto pubblico, frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata ai danni dello Stato.

La Reazione di Forza Italia

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