nello musumeci recovery plan

«Non so di quale crisi stiamo parlando. La crisi in una coalizione c’è quando una forza politica la dichiara. E non mi risulta che una forza politica abbia dichiarato la crisi». Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, rispondendo ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa, in merito alla crisi politica scaturita dopo il voto all’Ars per i grandi elettori del presidente della Repubblica. «C’è stato un voto anomalo in Aula con il voto segreto e quindi non posso individuare formalmente quale può essere la forza politica – ha proseguito – ho certamente alcuni riferimenti perché mi era stato anticipato dagli stessi interessati, altri non so chi siano. Ma un voto anomalo mi impone la necessità di aprire una verifica, ma non una crisi. Ecco perché ho detto agli assessori facciamo assieme questa verifica: o siete voi non graditi o sono io, ma dobbiamo trovare una soluzione. Avevo detto che ci sarebbe stato una sorta di reset, un azzeramento della Giunta, l’occasione per capire con i partiti il da farsi: se è un problema di nomi ditemi quali sono quelli da sostituire, se ci sono altri problemi parliamone».

Cala il sipario sulla commedia in 4 atti che, la scorsa settimana, ha tenuto impegnati i cronisti politici, convinti per un attimo dalle parole del Governatore che si stava per consumare chissà quale rivoluzione politica! Atto primo: Dimissioni e tutti a casa. Ma la scena è durata così poco che nessuno ci ha mai creduto veramente. Atto secondo: Azzeramento della giunta. Camera fissa sul primo piano del protagonista che lancia l’anatema in diretta facebook, forse per cercare di attirare l’attenzione di un pubblico distratto un po’ dalla cena un po’ dalla finale di Supercoppa Italiana. Dal punto di vista teatrale un’ottima prova, dal punto di vista politico, nulla di serio. Terzo atto: il rimpasto, o meglio “il rimpastino”, giusto per dare un senso a quelle parole così severe pronunciate al cospetto dei “followers” siciliani. Ma anche questa si è rivelata una strada molto impervia ed in ripidissima salita, ma non per gli alleati, ben inteso, per lo stesso Musumeci che, alla fine, ha dovuta gettare la maschera nel quarto ed ultimo atto, dal punto di vista teatrale quello meglio riuscito: “Non so di quale crisi stiamo parlando?” formidabile attacco di un monologo finale che raggiunge il culmine della tensione con il dubbio amletico: “Ho detto agli assessori o siete voi non graditi o sono io”. Con un guizzo felino Musumeci si smarca dalla scena. L’exit strategy è compiuta. Applausi e sipario.

Il presidente – forse – ha capito. Non c’è stato nessun atto di lesa maestà! Solo un legittimo segnale politico da parte di un parlamento troppe volte snobbato da un Governatore che non ama confrontarsi con la deputazione regionale e con i partiti che lo hanno eletto, e che quindi dovrebbe mettere in conto le conseguenze di questo approccio. Magari, la prossima volta, un bella e santa dormita prima di accendere facebook, che la notte porta consiglio.

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