nello musumeci

Come un leone in gabbia, Musumeci prende tempo. Azzeramento della giunta rinviato

La resa dei conti è rinviata. Quell’azzeramento della giunta annunciato “urbi e orbi” nella diretta facebook di ieri sera è già passato in secondo piano. Ci sono altre emergenza da affrontare, per prima l’approvazione dell’esercizio provvisorio. Una notizia che può spiazzare ma che fa capire che forse il governatore, dopo lo sfogo, francamente eccessivo di ieri sera, ha sbollito la rabbia ed ora tenta di mettere le cose in ordine. Quanto meno per priorità! E non c’è dubbio che l’approvazione dell’esercizio provvisorio serva alla Sicilia ed ai siciliani ben più un rimpasto che, a poche ore dal suo annuncio, appare molto più complicato del previsto (o del prevedibile) per Nello Musumeci.

Martedì prossimo quindi il governo dovrà passare nuovamente dalle forche di Sala d’Ercole ma, questa volta, non sono attesi agguati. Almeno così sembra! In verità gli strascichi delle invettive lanciate ieri sera da Musumeci potrebbero ancora bruciare sulla pelle di chi si è sentito definire “disertore”, “traditore”, “vile”, “scappato di casa”. Ma stavolta i deputati del centrodestra sono chiamati ad un voto di responsabilità e non ad un voto di fiducia nei confronti del Presidente della Regione, quale è stato sostanzialmente quello di ieri.

A proposito, c’è anche chi è uscito allo scoperto, come la deputata di Forza Italia Daniela Ternullo che sfida apertamente Musumeci: “Non mi sento una disertrice o peggio vile perché non ho espresso la preferenza per Musumeci durante l’elezione in Aula dei Grandi elettori. Non è notizia celata da mistero il mio esclusivo voto per il presidente Miccichè. Ho votato con coscienza, in modo secco. Per tale motivo ritengo le parole di Musumeci profondamente offensive.” Quindi l’invito alla magistratura ad indagare sulle “proposte irricevibili o intimidatorie che avrei formulato al presidente della Regione. Non penso che ai siciliani interessi chi vada in Parlamento a Roma per l’elezione del Presidente della Repubblica – conclude la deputata siracusana – Invito pertanto Musumeci a lavorare con responsabilità. Per quanto mi compete, finora ho sempre lavorato con impegno, dignità e coscienza. Dunque, che il governatore di una Regione possa solo pensare certe assurdità sui deputati è oltremodo grave”.

Tornando all’annunciato rimpasto Musumeci dovrà fare i conti con la realtà: non esistono i “sei o sette scappati di casa”, esiste un problema – serio – con la maggioranza e con i partiti che la compongono e che inevitabilmente dovranno essere chiamati in causa per la composizione della nuova giunta. Così i nodi verranno al pettine ed il rischio per Musumeci è di trovarsi a fare non un passo avanti ma due indietro. Gianfranco Miccichè ha già chiesto chiaramente la testa del suo pupillo, Ruggero Razza mentre la Lega ha fatto sapere di non essere interessata ad un eventuale “Musumeci bis”. Insomma, la patata bollente lanciata ieri dall’aula è ora nelle mani del Presidente della Regione che fa l’unica cosa saggia da fare, prendere tempo e lasciarla raffreddare.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.