nello musumeci

Aggiornamento delle 21.30: Musumeci azzera la Giunta di Governo. Questa la scelta del presidente della Regione, comunicata con una diretta su facebook, dopo lo smacco subito a Sala d’Ercole nel pomeriggio di oggi. Musumeci ha utilizzato parole pesantissime per apostrofare i “6 -7 deputati” della maggioranza che, secondo i suoi conti, lo avrebbero tradito, approfittando del voto segreto. Questa scelta consentirà di ridefinire gli equilibri politici all’interno della squadra di Governo. Una contromossa con poche conferme (fra queste le più probabili sono quelle di Razza e di Cordaro) e molte sostituzioni che vedranno ridimensionati alcuni partiti, fra cui Udc e Forza Italia, che sembrano destinati a perdere qualche assessorato.

«Non posso non prendere atto dell’esito del voto espresso dall’Aula e del suo significato politico. Se qualche deputato – vile e pavido – si fosse illuso, con la complicità del voto segreto, di aver fatto un dispetto alla mia persona, si dovrà ricredere. Perché il voto di questo pomeriggio – per la gravità del contesto generale – costituisce solo una offesa alle Istituzioni regionali, a prescindere da chi le rappresenta. Nella consapevolezza di avere ottenuto la fiducia del popolo siciliano, adotterò le decisioni che riterrò più giuste e le renderò note entro le prossime ventiquattr’ore».
Questa breve nota del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, potrebbe rappresentare l’epilogo di questa legislatura, contraddistinta da un amore mai sbocciato fra il governatore e la deputazione regionale che, oggi, con tre soli deputati assenti dall’aula, ha riservato l’ennesimo schiaffo a Musumeci. Di certo il più pesante e significativo dal punto di vista politico.

IL FATTO

Oggi l’Assemblea Regionale Siciliana è stata chiamata ad eleggere i tre grandi elettori che spettano alla Sicilia per l’elezione – ormai imminente – del Capo dello Stato. Ciascun deputato poteva esprimere tre preferenze e, per consuetudine, vengono mandati a Roma il presidente della Regione, il presidente dell’Assemblea Regionale ed un parlamentare dell’opposizione. Così è accaduto anche questa volta, con l’elezione di Musumeci, Miccichè e Di Paola (M5S). Ma i numeri che sono usciti dallo scrutinio segreto hanno rappresentato ancora una volta la sfiducia che di fatto c’è tra il presidente della Regione e la sua stessa maggioranza, considerato che ha raccolto solo 29 preferenze, contro le 32 di Di Paola e, soprattutto, le 44 preferenze prese dal nemico/alleato presidente dell’ARS Gianfranco Miccichè.

I POSSIBILI SVILUPPI

Cosa avrebbe potuto fare Musumeci di fronte a questo chiarissimo “segnale” politico? Intanto avrebbe potuto tacere, far finta di niente, del resto farà comunque parte della delegazione dei grandi elettori. La tradizione è salva! Si, la tradizione, ma non la faccia. Così Musumeci non si è girato dall’altro lato e sembra avere tutta l’intenzione di affrontare la tempesta politica che, in questa fredda e piovosa giornata di gennaio, gli si è abbattuta contro. “Adotterò le decisioni che riterrò più giuste e le renderò note entro le prossime ventiquattr’ore”. Dimissioni? Probabile! Ma c’è un passaggio nella dichiarazione rilasciata alle agenzie che suggerisce un’altra prospettiva: “Nella consapevolezza di avere ottenuto la fiducia del popolo siciliano”. Ecco, questo chiaro richiamo all’elezione diretta del Presidente della Regione fa pensare ad un altro epilogo, molto diverso: un “Governo del Presidente”, la vendetta “perfetta” contro i “traditori”. L’ultimo (è più improbabile) epilogo sarebbe quello di una pace di plastica, figlia di una sonora strigliata nei confronti dei partiti della sua coalizione, immediatamente seguita da quella formula magica: la famosa “assunzione di responsabilità” più volte evocata da Musumeci nei, non rari, momenti di tensione con la sua maggioranza.

Intanto il presidente, tramite la sua pagina facebook, ha annunciato una diretta per le ore 21: “Ho da raccontarvi il pomeriggio di oggi e, come sempre nella mia vita, anzitutto devo rendere conto ai cittadini. A tra poco”. La sua decisione potrebbe quindi essere comunicata ancora prima del previsto.

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