Roberto Di Mauro

Pnrr: Di Mauro chiede a Musumeci uno scatto di reni.

Roberto Di Mauro, vicepresidente dell’Ars e leader dei Popolari e autonomisti, su questo non intende fare sconti alla propria maggioranza. “La programmazione è un argomento che va condiviso con tutti: opposizione compresa”, dice l’autonomista sottolineando che in ballo “c’è il futuro della Sicilia”. E lancia un appello: “A Musumeci chiedo che si attivi”.  Di Mauro parte dai numeri. 

Le risorse in ballo

“Le risorse che noi abbiamo nei prossimi tre anni, 36 miliardi di euro, oltre ai fondi programmati che lo Stato di volta in volta pubblica a attraverso misure particolari. Detto questo,  il Pnrr è composto da due attività, programmare le risorse e mettere in campo la capacità di attivare le riforme legislative necessarie per accelerare la spesa”, esordisce il deputato.” Il problema non è il finanziamento”, continua. La parola d’ordine è “capacità di spesa” anche in vista dei “prossimi 25 miliardi che dovremmo ricevere entro il 28 febbraio del 2022”. “Dobbiamo essere all’altezza dell’impegno che ci lega all’Europa”, argomenta Di Mauro. 

I nodi siciliani

E qui si chiama in chiama in causa il ruolo della Regione e qualche nodo viene al pettine. “In questo momento c’è in campo un tentativo da parte dello Stato, che ha creato una cabina di regia con le regioni, di creare un modello in cui i comuni devono realizzare quello che lo Stato propone e molto dipende dalle regioni”, spiega il deputato. E fa un esempio. “La Regione siciliana è competente rispetto alla programmazione dei fondi comunitari e della Fsc, questa programmazione funzionale a tenere uniti territori che fungono da leader e territori meno capaci non può essere differente da quella europea dalla quale scaturisce quella nazionale”, attacca. Poi centra l’obiettivo. “Penso ai rifiuti e all’acqua. Dobbiamo essere tutti nelle condizioni di avere le idee chiare: la mano destra deve sapere quello che fa la mano sinistra. La  programmazione della Sicilia deve essere in linea con quella europea”, spiega. 

Scelte sbagliate

Insomma, il treno del Pnrr non si perde se si è in grado di mettere gli attori protagonisti nelle condizioni di giocare la partita. “La scelta dell’inceneritore, ad esempio, è totalmente a carico dei cittadini perché non c’è nessuna forma di finanziamento con l’economia circolare a cui fa riferimento l’ultimo bando pubblicato qualche mese fa a cui dovrebbero partecipare ad esempio le Srr che sono in grande difficoltà perché non ci siamo preoccupati di mettere gli Ato delle varie province nelle condizioni di partecipare a questi bandi“, spiega e paventa i rischi. “Se non partecipiamo ai processi per realizzare infrastrutture richieste  dall’economia circolare ci troveremo nelle condizioni di pagare sempre bollette salatissime”, spiega di Mauro. “Il governo avrebbe dovuto sentire tutte le forze parlamentari quando ha individuato gli obiettivi inviati a Roma: la pandemia che è stata un disastro paradossalmente può essere il motore per ricostruire una nuova Sicilia ma servono anche delle riforme che ci consentano di immaginare la programmazione della spesa in una realizzazione immediata”, dice di Mauro. 

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