province

Non è ancora il ritorno della democrazia, sospesa in diretta tv dal governo Crocetta – Giletti, ma è comunque un passo avanti: Dopo oltre dieci anni la Regione siciliana potrebbe lasciarsi alla spalle una delle maggiori vergogne della sua storia recente. Il 22 gennaio, infatti, la Sicilia torna a eleggere gli organi istituzionali dei Liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane, riunite sotto l’insegna di ‘ex province’. Dopo vari rinvii disposti dall’Ars, il governo Musumeci ha deciso che si andrà alle urne il 22 gennaio. Non saranno purtroppo i cittadini a scegliere i loro rappresentanti dell’ente di area vasta. Si tratta infatti di consultazioni di “secondo livello” per eleggere i Consigli metropolitani (a Palermo, Catania e Messina), i presidenti e i Consigli dei Liberi consorzi comunali (ad Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani). Il corpo elettorale è rappresentato dai sindaci e dai consiglieri comunali in carica. Si vota, un solo giorno, dalle 8 alle 22, mentre le operazioni di scrutinio avranno inizio il giorno successivo dalle 8.

Negli ultimi anni il processo democratico è stato rallentato più volte dal Covid e dal rinvio delle Amministrative. Ma a mettere la pietra tombale sugli enti d’area vasta era stata, nel 2013, una decisione presa in diretta tv in quel devastante salotto che fu, per la Sicilia, al tempo di Crocetta, “Non è l’Arena”. Da quel momento le province si sono svuotate e hanno smesso di esistere, anche se le funzioni non sono state trasferite. Ne è conseguito un grosso deficit a livello di servizi: ad esempio nella manutenzione di strade e istituti scolastici. Senza contare il fatto che alcuni di questi enti sono finiti in default (come Siracusa) e altri continuano ad annaspare. I vertici, invece, sono stati commissariati vita natural durante. Ora, finalmente, un primo sussulto di democrazia.

Gli organi
Nelle tre Città metropolitane, il Consiglio è composto, oltre che dal sindaco metropolitano (che di diritto è il primo cittadino del Comune capoluogo) da: 14 consiglieri (se la popolazione residente è fino a 800mila abitanti) o 18 consiglieri (se superiore). Altro organo è la Conferenza metropolitana, composta dai sindaci dei Comuni appartenenti alla Città metropolitana. Nei sei Liberi consorzi comunali devono essere eletti: il presidente e il Consiglio (10 componenti se popolazione fino a 300mila abitanti, 12 se fino a 700mila o 16 se superiore a 700mila). L’Assemblea è invece composta da tutti i sindaci dei Comuni del Libero consorzio.https://51dc6ae0336e76b64d630ceac9009e5a.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html

Durata e decadenza
Tutti i componenti durano in carica cinque anni, ma se un sindaco o un consigliere cessa dall’incarico avviene la decadenza immediata da qualsiasi carica ricoperta negli organi delle Città metropolitane o dei Liberi consorzi. In caso di rinnovo del Consiglio del Comune capoluogo della Città metropolitana si procede a nuove elezioni del Consiglio metropolitano entro sessanta giorni dalla proclamazione del nuovo sindaco.

Indizione comizi
Nelle tre Città metropolitane, le elezioni verranno indette dal sindaci metropolitani; nei sei Liberi consorzi – in sede di prima applicazione – dal presidente della Regione, a regime dal presidente del Libero consorzio uscente. Gli uffici elettorali saranno costituiti nelle sedi degli enti di area vasta.

Eleggibilità e corpo elettorale
Sono eleggibili a presidente del Libero consorzio i sindaci dei Comuni, a consiglieri delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi i sindaci e i consiglieri comunali. Sono candidabili: a presidente i soli sindaci, a consiglieri i sindaci e i consiglieri comunali.

Presentazione liste
La presentazione delle liste deve avvenire tra le ore 8 del primo gennaio e le ore 12 del 2 gennaio 2022.

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