Tomaselli

Fondi strutturali, l’economista Tomaselli premiato alla Bocconi con il “Viva Salute Award”

Alto riconoscimento, al Prof. Santi Tomaselli, per gli studi scientifici profusi e per l’impegno di aver sollecitato l’esigenza di una metodologia scientifica che miri ad un vero impatto sociale attraverso l’uso dei fondi strutturali

La cerimonia di consegna è avvenuta lo scorso 16 Novembre 2021, nella foto qui di seguito l’economista ai fondi europei Santi Tomaselli, alla sinistra il presidente Bocconi Cergas Elio Borgonovi, alla destra la presidente Vivi Salute  Dea Aprile ed la direttrice Bocconi Alumni Elena Gelosa.

Nuovo riconoscimento per l’economista siciliano ai fondi Europei, professore Santi Tomaselli, direttore del primo Dipartimento di Economia Internazionale ai Fondi Europei presso l’Università Popolare di Milano Unimeier, nonché presidente dell’Osservatorio Romano ai Fondi Europei, con l’attivo oltre 100 pubblicazioni sulle principali riviste on line, basti citare l’Economy del Gruppo Mondadori. Lo scorso 16 novembre Tomaselli ha ricevuto alla Bocconi di Milano il PREMIO “VIVA SALUTE AWARD”

Per Tomaselli si tratta del terzo premio, il primo fu il Premio Internazionale Cartagine nel 2018 consegnato in Campidoglio a Roma-Capitale (premio prestigioso che annovera tra i premiati nelle passate edizioni, Kofi Annan, l’Ex Segretario Generale delle Nazioni Unite), il secondo, nel 2020, fu il Premio Internazionale Levi (Presidente del Comitato Scientifico il Prof. Giannola di SVIMEZ). “La motivazione del premio – afferma Tomaselli – è stato nel riconoscere il mio lavoro scientifico indirizzato a sensibilizzare il mondo accademico e delle Istituzioni su un utilizzo etico dei fondi strutturali, inteso come benessere della collettività, attraverso metodologie scientifiche, che possano ridare quella dignità genetica normativa, di sviluppo addizionale come ebbero a intendere i nostri Padri Costituenti nel lontano’57.”

Ancora oggi – prosegue Tomaselli – ai fondi europei, non viene data la giusta attenzione scientifica (a parte i momenti di circostanza, come accade oggi, in cui i Tg, li richiamano per il PNRR) il mio obiettivo è quello di indirizzare ogni istante del mio operato scientifico, in momenti di riflessione per sopperire ad un silenzio assordante, su una gestione ortodossa dei fondi europei, del tutto fallimentare nei risultati. Da oltre 6 anni, sono impegnato alla stesura del primo “Manuale di Economia ai Fondi Europei”. E’ stato un percorso intenso, a volte duro, ma meraviglioso. Non una ricerca di risposte convenzionali fine a sé stesse, ma la ricerca più articolata, rivolta alle complesse domande afferenti alle dinamiche macro economiche e micro economiche, corresponsabili del perché ad oggi i Fondi Europei, non abbiano avuto, dopo 30 anni di Programmazione Europea da quel lontano 1988, quel ruolo risolutivo d’impatto sociale come ebbero a intendere i Padri Costituenti del ’57.

Da qui, nella stesura del Manuale, si è tracciata un’osservazione scientifica del tutto antitetico rispetto al fallimentare approccio ortodosso. A conferma, di quanto denunci da anni, sono i dati recenti pubblicati dal Cgia di Mestre, che mostrano un Sud Italia sempre più impietoso. Ancora le Regioni del Sud Italia sono bollate con il marchio di Regioni tra le più povere d’Europa (Regioni Ex Obiettivo 1). Ma a fianco della Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata si sono aggiunte pure la Sardegna ed il Molise e presto se non si attuano in seno al PNRR, metodologie diverse rispetto a quanto perpetrate ad oggi, il rischio reale, è che entreranno in questa vergognosa fotografia pure l’Umbria e la Regione Marche. In altre parole, assisteremo ad una drammatica fotografia con un unico colore “rosso” in termini d’inefficienza ai Fondi Europei: dal Centro al Sud Italia.

Oltre il danno la beffa se si pensi che il contrasto alla Disoccupazione è il principio cardine su cui si ispira, da sempre, la Politica di Coesione negli articoli 174-178 del TFUE (Trattato del Funzionamento Europeo). Perché ancora oggi si è costretti ad assistere questa vergognosa pagina per il nostro Sud Italia ed in particolare la Sicilia. Nella stesura del mio Manuale di oltre 840 pagine, ho l’ambizione di “trascinare” il lettore in un meraviglioso viaggio (spero non tedioso) lungo il quale dimostro per tutte le 20 Regioni d’Italia, perché la ricetta è stata errata sulla gestione dei Fondi Europei. Poi successivamente, nel Manuale lo scrivente si è prodigato nella stesura di oltre 300 pagine di soluzioni scientifiche al problema.

Nelle sole Isole del Sud Italia come la nostra Sicilia nel 2020 (Fonte Istat), si registravano prima del dramma sociale causato dalla pandemia del Covid-19, 695 mila disoccupati, a fronte dei 489,9 mila disoccupati nell’intera Germania. Con una sola differenza, che mentre in Germania si parla di una popolazione di oltre 80 milioni di cittadini, i meridionali italiani sono poco più di 21 milioni.

Manca una metodologia Scientifica che vada nella direzione opposta, rispetto a quella Ortodossa portata avanti dalle autorità di gestione regionale e centrale dei fondi strutturali, perseverando in un reiterato approccio fallimentare nei risultati in termini d’impatto sulla ricchezza dei territori. Pensare che il problema principale è che i Fondi Europei non vengano spesi è riflessione da cortile che non appartiene ad un ragionamento più alto e scientifico cui aspiro sempre appartenere. Il contributo che cerco di dare alla comunità scientifica, tende in una direzione opposta a quella demagogica assistita sino ad oggi.

Mi lasci concludere che dedico questo Terzo Premio Prestigioso, ad un gigante della Sicilia, Don Luigi Sturzo, una volta egli disse “Quando qualcuno sarcasticamente ti dirà tanto sarai solo una goccia in mezzo all’oceano, non temere, perché la passione in ciò che fai, sarà così intensa, e perseverante che dopo quella goccia, vedrai che quell’oceano sarà comunque diverso….”.

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