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Catania, Pogliese scatena la guerra fra Fratelli d’Italia e Lega

E gli autonomisti non stanno a guardare. Scavone e Reina accusano il sindaco

Paolo Mandarà | Buttanissima.it

E’ bastata la sostituzione di un assessore nella giunta di Salvo Pogliese, a Catania, per aprire un altro fronte di guerra nel centrodestra siciliano. Il sindaco, nella giornata di ieri, ha comunicato l’ingresso in giunta di Andrea Barresi al posto di Alessandro Porto. Il quale, però, è anche responsabile provinciale della Lega. Una mossa che non è affatto piaciuta a Nino Minardo, segretario regionale del Carroccio, che sabato sera ha firmato una nota durissima assieme ad Anastasio Carrà, suo vice: “La scelta politica del sindaco di Catania e coordinatore regionale di FdI in Sicilia Salvo Pogliese di escludere il nostro coordinatore politico provinciale Alessandro Porto dalla giunta comunale ha fatto prevalere la linea della distribuzione di posti e poltrone a quella degli atti concreti in favore della comunità”.

Minardo ne cita alcuni: “Un atto concreto – ricorda il segretario – fu il “Salva Catania”, lo stanziamento di centinaia di milioni di euro per Catania grazie alla Lega al Governo e a Matteo Salvini allora Ministro dell’Interno; quello di oggi è invece un atto unilaterale e inopportuno del sindaco Pogliese e da questo genere di politica basata sulla giostra di incarichi, sedie e poltrone a Catania la Lega prende le distanze. Non ci sono le condizioni politiche per poter proseguire in questa esperienza amministrativa – ha concluso Minardo -, continuiamo a lavorare con serietà, lealtà e concretezza per i catanesi anche senza posti in giunta”.

Detto fatto: anche Fabio Cantarella, che fa parte della segreteria nazionale del Carroccio, si è dimesso da assessore all’Ambiente. “Sono un uomo di partito, il primo amministratore locale ad avere aderito alla Lega otto anni addietro, e dove c’è la Lega ci sono io, dove non c’è non ci posso essere io. La sostituzione non concordata con i vertici del partito del collega Porto – ha spiegato Cantarella – fa venire meno il necessario legame di fiducia e collaborazione tra il Sindaco e la Lega. In questo contesto per me non ci sono più le condizioni per continuare a svolgere con serenità e lealtà il mio ruolo di assessore”.https://8274618eafc2b9873f92c612159560e9.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html

“Mi addolora – ha aggiunto – che si interrompa improvvisamente un impegno senza precedenti sul fronte dei rifiuti, costruito in tre intensi e appassionati anni di lavoro. Un impegno che sta già iniziando a dare i suoi frutti nei primi quartieri storici, come San Giorgio e San Giovanni Galermo per esempio, in cui stiamo introducendo la raccolta differenziata col sistema del porta a porta. Purtroppo con le mie dimissioni verrà meno anche la sintonia della giunta comunale con un leader nazionale come Matteo Salvini che ha avuto per Catania attenzione e impegno senza precedenti: dall’oltre mezzo miliardo di euro che hanno consentito all’ente di tornare vivo, al mega progetto di videosorveglianza finanziato con fondi del ministero dell’interno che a settimane renderà sicura Catania. Vorrei ringraziare ogni singolo amministratore, inclusi quelli di municipio, per ogni singolo intervento fatto assieme in strada lì dove la gente aveva un problema”, conclude l’esponente della Lega.

LA PRESA DI POSIZIONE DEGLI AUTONOMISTI

Sulla decisione di Pogliese, che di fatto crea una profonda spaccatura fra Fratelli d’Italia e Lega, prende posizione il Movimento Nuova Autonomia, legato da un patto federativo con la Lega che viene rinsaldato dalle parole di Pippo Reina e dell’assessore regionale Antonio Scavone. I due hanno commentato la scelta del sindaco etneo parlando esplicitamente di “mortificazione inferta da un dirigente regionale di un partito nazionale. Tali gravi decisioni e comportamenti sono in assoluto netto contrasto con il dovere di mantenere la necessaria lucidità e l’equilibrio che il sindaco, in ogni circostanza, è chiamato a garantire”.

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