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Assalto alla Cgil, il messaggio politico dei neofasciti alla destra italiana

Confluiti a Roma, entravano in piazza quelli che in teoria dovrebbero essere i più tranquilli e che già in altre occasioni non lo sono stati per niente: i ristoratori di “Io apro”, quelli del “Jack Angeli” italiano, al secolo Hermes Ferrari, da Scandiano. Una piazza marchiata dall’estrema destra, sì, ma che schiumava feroce rabbia No Green Pass in declinazioni diverse.

L’ultradestra di Forza Nuova, CasaPound, Veneto Fronte Skinhead, Area, l’ha monopolizzata e l’ha aizzata (foto e filmati mostrano chiaramente i leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Giuliano Castellino alla testa di quei manifestanti che si sono staccati dal corteo per dare l’assalto alla sede della Cgil).

E lo ha fatto con un obiettivo preciso: strumentalizzare la rabbia sociale e infilarsi nel varco della confusione post elettorale che regna nel centrodestra a una settimana dalla data cruciale del 15 ottobre, quando il Green Pass sarà obbligatorio. Da qui, la mobilitazione inattesa e violenta che ha colto di sorpresa la polizia. Perché 10mila, adesso, non se li aspettava nessuno: men che meno gli organizzatori.

Ma torniamo alla piazza. Ecco l’avvocato Carlo Taormina in sintonia con Castellino, sorvegliato speciale e pluri-daspato, eppure lì ad arringare la folla contro il «nuovo ordine mondiale», la «tirannia tecno-sanitaria ». Giù addosso a Draghi, Zaia, la Cgil. Ecco il messaggio fatto pervenire da monsignor Carlo Maria Viganò, sostenitore della teoria del Great Reset che avrebbe lo scopo a di ridurre l’umanità in una sorta di dittatura sanitaria. «La pandemia è stata causata da Dio per punire peccati individuali e sociali», è la tesi del filo-lefebvriano Viganò. Applausi. Poi il coro: «Libertà! Libertà!». E il ringhio: «Assassini! Assassini!”.

In un’adunata che per loro è diventata da mesi una specie di “sabato fascista” sono rispuntati vecchi arnesi del neofascismo romano: Giuseppe Meloni, detto Pinuccio la Rana, ex capo dei Boys della curva sud romanista ed ex consigliere di municipalità dell’Msi: fu tra i protagonisti, nel ’94, della guerriglia allo stadio di Brescia culminata con l’accoltellamento del vicequestore Giovanni Selmin. La Rana aspetta che risuonino le note di Mameli e tende braccio e mano destra verso la folla. Ad applaudire si è rivisto Andrea Insabato, ex Terza Posizione, già vicino a Forza Nuova e Militia Christi, condannato in primo grado a 12 anni per il maldestro attentato alla redazione del Manifesto (22 dicembre 2000): oggi è attivo sui social col nickname “Andrea Rinascita”.

«Stasera ci prendiamo Roma». È il grido di Castellino prima che i manifestanti si dirigano verso Palazzo Chigi. In testa al corteo gli stessi che a maggio hanno sfilato a Ponte Milvio con le magliette “fascismo secolo XXI”. Allora erano un centinaio o poco più. A questo giro sono riusciti a tirare su diecimila persone. Nella notte sono state arrestate 12 persone, fra cui Castellino e Fiore. Ma quello che è successo fa paura.

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