Pippo Compagnone

Cabina di Regia del Pnrr, Compagnone: “Fondamentale valorizzare il lavoro della Commissione UE All’Ars”

Per mesi la commissione parlamentare presieduta dal deputato autonomista ha messo a confronto aziende, istituzioni e sindacati elaborando una risoluzione approvata a dicembre scorso

“Negli ultimi giorni si è molto parlato della Cabina di Regia sull’utilizzo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) istituita presso l’assessorato regionale all’Economia. La sua missione, leggendo il documento che la istituisce, è quella di promuovere forme di monitoraggio e collaborazione tra Presidenza del Consiglio, ministero per il Sud, Mise, Presidenza della Regione siciliana e soggetti attuatori con l’obiettivo di utilizzare al meglio le risorse stanziate nel Pnrr per la realizzazione in Sicilia di interventi strategici in settori fondamentali per lo sviluppo dell’isola. Un ruolo fondamentale, nell’ambito del quale mi permetto di ricordare alla neo-costituita cabina di regia l’esistenza di una risoluzione sull’utilizzo dei fondi del Pnrr elaborata ed approvata dalla Commissione Parlamentare permanente per l’esame delle attività dell’Unione Europea, da me presieduta.” Ad affermarlo è il presidente della Commissione Unione Europea all’ARS Giuseppe Compagnone.

“Spero e mi auguro vivamente che il contenuto della Risoluzione, trasmessa diversi mesi fa al governo regionale ed a tutti i parlamentari, venga apprezzato e tenuto nella debita considerazione – prosegue Compagnone. – Si tratta di un dossier preciso e dettagliato, frutto di un lavoro lungo e certosino, portato avanti coinvolgendo imprese, sindacati, istituzioni associazioni di categoria e che raccoglie con estrema chiarezza e precisione ciò di cui la Sicilia ed i siciliani hanno bisogno per non buttare a mare questa straordinaria occasione che porterà in Sicilia più di 250 milioni di euro”.

“Sulla distribuzione dei fondi del Pnrr la Sicilia ha già dovuto sopportare il primo grande schiaffo del Governo nazionale – prosegue Compagnone – con l’esclusione del Ponte sullo Stretto dalle opere direttamente finanziabili con il Recovery Plan. Per questo bisogna essere ancora più precisi e meticolosi nella gestione e nel monitoraggio della spesa, specie per quello che riguarda il settore strategico delle infrastrutture. Su questo tema la risoluzione dedica diverse pagine, focalizzando l’attenzione sulla rete dei trasporti portuali, aeroportuali e ferroviari, sulla agilità e facilità di movimento di merci e persone e sul potenziamento delle reti multimediali. Il futuro dell’agricoltura, del turismo e del lavoro in generale in Sicilia dipendono dal potenziamento di queste infrastrutture. Occorre per una volta concentrarsi sulle grandi opere mettendo da parte i localismi. La risoluzione indica la strada tracciata dalla Sicilia che lavoro. Ai componenti della cabina di regina, augurando loro buon lavoro, chiedo di seguirla”.

Di seguito l’elenco degli interventi inseriti nel testo della risoluzione n. 3 della Commissione EU

COMMISSIONE PER L’ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L’ATTIVITA’ DELL’UNIONE EUROPEA

RISOLUZIONE N. 3/Commissione UE

“Indirizzi per l’individuazione delle priorità della Regione siciliana da inserire nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per l’utilizzo del ‘Recovery fund’”

La Commissione impegna il Governo Regionale ad attivarsi presso ogni opportuna sede istituzionale affinché nell’ambito dell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), anche al fine del raggiungimento dell’obiettivo della coesione e del riequilibrio territoriale e di genere, siano adottati i seguenti interventi per la Regione siciliana:

– il Ponte sullo stretto di Messina, come opera di collegamento stabile fra la Sicilia e la penisola italiana al fine dell’attraversamento stradale e ferroviario, in quanto opera strategica del sistema infrastrutturale ferroviario del Mezzogiorno, anche in vista della realizzazione di reti ad alta velocità e ad alta capacità;

– in tema di aeroporti, ogni intervento di potenziamento e di ammodernamento degli attuali scali aeroportuali e di messa a sistema degli stessi, assicurando collegamenti ferroviari celeri tra i medesimi e valutando la realizzazione di seconde piste e il potenziamento dei sistemi cargo;

– in tema di porti, tutti gli interventi di potenziamento dei porti esistenti fra i quali:

> l’ampliamento delle superfici portuali e l’adeguamento delle banchine allo scopo di potere ospitare navi di maggiori dimensioni;

> la realizzazione di depositi di gas naturale liquido (GNL);

> la riconversione energetica in chiave green anche sviluppando l’offerta di banchine elettrificate al servizio sia del traffico passeggeri sia di quello commerciale.

> gli interventi sul Porto di Augusta, già inserito nelle Reti TEN-T “Core” come porto strategico dell’Unione europea e capofila nella gestione della Zes (Zona economica speciale) della Sicilia sud-orientale, per la realizzazione del Porto Hub del Mediterraneo, quale infrastruttura strategica con la finalità di trasformare la Sicilia in piattaforma logistica del Mediterraneo attraverso un modello di intermodalità sostenibile basato su infrastrutture viarie e ferrovie moderne e affidabili;

– in tema di trasporto ferroviario, la realizzazione di reti ad alta velocità e ad alta capacità; – in tema di sanità, gli interventi per sviluppare la telemedicina e la rete telematica con in primis il fascicolo sanitario elettronico per ogni cittadino;

– in tema di energia, ogni intervento volto alla transizione energetica attraverso la valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili delle quali la Sicilia naturalmente dispone – ed, in particolare, vento, sole e moto ondoso – e l’ammodernamento delle reti, anche per una maggiore accessibilità degli autoproduttori, coerentemente al piano energetico regionale;

– in tema di rete idrica, ogni intervento di riqualificazione e di ammodernamento del sistema degli invasi e delle reti e della depurazione per garantire un’efficace ed efficiente distribuzione dell’acqua, per i cittadini e per le attività produttive e, in particolare, per l’agricoltura e per la tutela dell’ambiente;

– in tema di sviluppo della rete telematica, copertura dell’intero territorio regionale, a partire interne e metropolitane, con la fibra ultra larga con tecnologia FTTH, al fine di colmare il gap infrastrutturale con le aree più avanzate del Paese;

– in tema di riequilibrio e il raggiungimento della parità di genere, il potenziamento del welfare a supporto del lavoro femminile, a partire dagli asili nido e dal conseguimento del tempo pieno nelle scuole primarie in una percentuale almeno pari a quella del Nord Italia, e l’istituzione dell’osservatorio regionale sulle disparità che abbia il compito di raccogliere dati, studiare il fenomeno ed elaborare proposte da offrire alla discussione del decisore politico per il contrasto alle disparità di genere a partire dal mondo del lavoro.

A predisporre i necessari interventi per il migliore utilizzo delle risorse, tra i quali:

– rafforzamento amministrativo, formazione nella pubblica amministrazione e riqualificazione e riorganizzazione della pubblica amministrazione, sia regionale sia degli enti locali, anche tramite un’adeguata politica di assunzioni qualificate per la gestione e l’impegno dei fondi di sviluppo extraregionali, analogamente a quanto previsto dallo Stato con l’articolo 1, comma 18, della legge n. 147/2013; 8

– rafforzamento del sistema di verifica e controllo dei risultati e degli obiettivi da parte della pubblica amministrazione; – digitalizzazione della pubblica amministrazione; – adeguato supporto tecnico per gli enti locali, anche predisponendo progetti tipo ed estendendo il ruolo dell’assistenza tecnica alla fase progettuale; – maggiore dotazione finanziaria del fondo regionale unico per la progettazione, – confronto periodico con le parti sociali e gli enti locali per la definizione e l’attuazione del Piano.

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