non hanno vergogna palazzo chigi

Pnrr, A chi sono andati i 25 miliardi dell’anticipo di Bruxelles

Tra i programmi finanziati Alta velocità e Industria 4.0. Almeno 15,7 miliardi vanno spesi entro fine anno

Enr. Ma. | Corriere della Sera

ROMA I primi 24,9 miliardi di euro che ad agosto Bruxelles ha inviato a Roma, a titolo di anticipo sul Pnrr (il 13% dei 191,5 miliardi a disposizione dell’Italia), sono andati a sostituire risorse nazionali già stanziate nel Bilancio per progetti in corso di realizzazione. In particolare, 1,7 miliardi sono andati a coprire spese per investimenti di Rfi (Rete ferroviaria italiana) fatti nel 2020; 1,6 miliardi a finanziare il programma Transizione 4.0, ovvero i crediti d’imposta sugli investimenti delle imprese in tecnologie digitali, innovazione e formazione; 1,7 miliardi al fondo Simest per internazionalizzazione delle piccole e medie imprese e poco meno di un miliardo all’alta velocita ferroviaria in Liguria e sulla Brescia Venezia. Ma altre risorse dovranno essere utilizzate perché le regole del Next generation Eu prevedono che dei 24,9 miliardi già assegnati all’Italia almeno 15,7 vengano spesi entro il 31 dicembre 2021.

Proprio per questo il governo, in prima battuta, ha scelto di indirizzare il grosso dell’anticipo su progetti già avviati, sostituendo ai fondi del bilancio nazionale quelli europei, operazione che consente al Tesoro di ridurre il ricorso all’emissione di nuovi titoli del debito. Non a caso con la legge di Bilancio 2021 è stato istituito un Fondo di rotazione per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con una dotazione di 32,7 miliardi per il 2021, 40,3 miliardi per il 2022 e 44,6 miliardi per l’anno 2023. Fondi che appunto dovrebbero essere sostituiti con quelli europei, man mano che Bruxelles autorizzerà le 10 rate di finanziamento all’Italia, una ogni sei mesi, dal dicembre 2021 al giugno 2026.

I finanziamenti

I 191 miliardi dell’Europa verranno erogati all’Italia in 10 tranche semestrali Il cronoprogramma prevede rate leggermente più sostanziose all’inizio (24,1 miliardi ciascuna le prime due) per poi scendere fino ai 12,6 miliardi a giugno 2024 e poi risalire fino ai 20,8 miliardi dell’ultima rata. I finanziamenti verranno autorizzati solo dopo che il governo italiano avrà inviato alla commissione Ue la rendicontazione di quanto fatto nei sei mesi precedenti e se saranno stati rispettati gli impegni presi sugli investimenti e le riforme. Ma attenzione, non tutti gli impegni, ovvero i Milestones e i Targets concordati. Come ricorda il Focus di Intesa Sanpaolo sul Pnrr «le erogazioni finanziarie saranno sospese solo in caso di inadempimenti gravi». Il regolamento Ue richiede infatti il conseguimento «soddisfacente» dei traguardi. Ci sarà insomma la possibilità di trattare.

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