Giuseppe Compagnone

Fondi europei, Compagnone: “Migliora la spesa ma occorre prestare maggiore attenzione alle aree interne”


Nel corso dell’ultima seduta della Commissione per l’esame delle attività dell’Unione Europea, tenutasi mercoledì scorso all’Ars, sono stati presentati i dati relativi allo stato della spesa dei fondi Po – Fesr 2014-2020. Rispetto al passato c’è stato un significativo miglioramento. “Secondo i dati aggiornati ad agosto 2021 – ha detto nel corso della seduta il dirigente generale della programmazione Federico Lasco – il livello di spesa certificata raggiunto sul Po – Fesr 2014-2020 è di 1milardo 657 milioni su un totale di 4milardi 273 milioni. Siamo riusciti a rispettare in tutti questi anni i target prefissati. Nei prossimi due anni avremo moltissimo lavoro da fare che riguarda gran parte della spesa. Ma se fino ad ora abbiamo seguito il programma crediamo che la curva di maggior lavoro immaginata all’inizio possa essere rispettata.”

“Il senso di questa seduta – afferma il presidente della commissione UE Giuseppe Compagnone – è capire come aiutare meglio le aree interne. I piccoli municipi hanno spesso difficoltà nella spesa dei fondi europei. Dobbiamo interrogarci su quali possono essere le modifiche da apportare in tempi rapidi per evitare che nel prossimo futuro si ripetano questi problemi. Se non vogliamo determinare la desertificazione di quasi tutta la Sicilia interna, allora dobbiamo intervenire. Siamo felici di sapere che la capacità di spesa è migliorata, ma dobbiamo anche chiederci cosa ha determinato la spesa realizzata nelle aree più depresse della Sicilia.”

“La convenzione con i commercialisti, spinta da questa commissione ed attivata dal dipartimento attività produttive per la certificazione della spesa ha funzionato bene, è stato un toccasana per accelerare le procedure – prosegue Compagnone. – Grazie all’intervento di professionisti esterni si sono velocizzate di molto le procedure di verifica e certificazione della spesa. Aprirsi ad intelligenze esterne fa bene. Questa esperienza ci potrebbe suggerire di estendere questo modello anche alla fase di progettazione! Dobbiamo fare un ragionamento sentendo da vicino il territorio, incontrando gli amministratori e le realtà locali. Ad esempio la Sicilia da anni è sotto procedura di infrazione per non aver realizzato i depuratori. Ma, lo dico da ex sindaco, i depuratori non li può progettare il Comune, sono opere complesse che possono e devono essere progettate a livello Regionale, così anche gli impianti di compostaggio dei rifiuti. Centralizzare la progettazione, aprendosi anche al mercato, può senz’altro aiutare la Sicilia a risolvere questi annosi ritardi nella realizzazione di fondamentali opere pubbliche”

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