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Sicilia, fuga da Italia Viva. E con Renzi restò solo Faraone

Claudio Reale | La Repubblica

Un esponente di primo piano lo dice chiaro e tondo: «Non ci sono le condizioni per raggiungere i1 7-8 per cento che serve per garantire a tutti la rielezione». Così, mentre Matteo Renzi annuncia il mini-tour che fra venerdì pomeriggio e sabato mattina lo porterà a Siracusa, Giarre, Brolo e Palermo, nella Sicilia che da sempre è stato uno degli asset strategici di Italia viva si assiste a un esodo dal partito: in agosto avevano iniziato i deputati regionali Luca Sammartino e Giovanni Cafeo e la senatrice Valeria Sudano, approdati alla Lega, ma con le valigie in mano ci sono moltissimi big del consenso.

L’ultimo dato in uscita è il deputato regionale Edy Tamajo. Il ras delle preferenze a Palermo viene associato da settimane a Forza Italia: «Non c’è niente di ufficiale – si schermisce lui, approdato nel partito dal centrodestra – ma il mio rapporto storico con Gianfranco Miccichè è cosa nota. Dobbiamo pensare al futuro, vista la crisi del Grande centro». Già, perché la storia di Italia viva in Sicilia è legata al tentativo di aggregare i moderati, un calderone che andava dai renziani all’Udc passando per Cantiere popolare. Noi con l’Italia e Idea Sicilia: il progetto, però, è naufragato sugli scogli della politica estiva proprio per l’indebolimento di Iv. Di quell’idea, adesso, resta poco più che lo scheletro: il capogruppo al Senato e segretario regionale Davide Faraone, che al suo arco ha le frecce di una grande crescita nella sua Palermo, dove il partito esprime 8 consiglieri comunali su 40, lavora adesso per un’intesa con Azione e +Europa, ma dialoga apertamente anche con i berlusconiani.

«È chiaro che discutiamo con Forza Italia per raggiungere un accordo politico – scopre le carte il capogruppo all’Ars Nicola D’Agostino, che organizzerà l’evento di Bronte – è ora di un confronto aperto e alla luce del sole». Anche perché nel gruppo di D’Agostino – quello confluito sotto le insegne di Renzi passando da Sicilia futura – c’è chi scalpita più di altri: Tamajo e i suoi uomini di riferimento a Palermo sono in posizione più avanzata, il capogruppo all’Ars è quello più morbido e in mezzo ci sono molti altri big, dall’ex deputato regionale Beppe Picciolo all’ex sindaco di Alcamo Giacomo Scala, tutti a vario titolo descritti come tentati da nuove esperienze.

«Noi – dice ad esempio Picciolo – siamo Sicilia futura, da parte mia non c’è stata mai un’identificazione piena con Italia viva. Il simbolo del gruppo all’Ars, del resto, è il nostro: al momento abbiamo un buon feeling con il presidente Nello Musumeci, poi si vedrà. Con Faraone ci sono buoni rapporti, ma questo non significa che dobbiamo andare avanti insieme».

Faraone, però, dal canto suo si dice sereno: «Io – sorride dopo aver elencato il calendario di eventi in programma nel weekend, il cui apice è la presentazione del libro di Renzi, Controcorrente, in programma sabato alle 10,30 al golf club del Parco Airoldi, a Palermo – mi aspetto un big bang nella politica dopo le Amministrative e l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Noi manteniamo il nostro profilo riformista e innovatore e attendiamo l’evoluzione del quadro». L’ipotesi potrebbe essere correre insieme, ma con simboli diversi, alle amministrative, per poi confluire sotto un’unica insegna alle Regionali e alle Politiche, quando appunto il quadro si sarà definito.

Chi non attenderà quel momento, invece, è probabilmente Francesco Scoma. Il deputato renziano, in passato vicesindaco di Diego Cammarata, ha annunciato già un mese fa l’intenzione di correre comunque -anche senza il sostegno del suo partito – per la guida del Comune di Palermo e nelle ultime settimane si sono intensificate le voci su un suo addio a Italia viva, in direzione Lega come Sammartino: l’operazione potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni, anche se Scoma sull’argomento non prende posizione. «Da Renzi, sabato, ci sarà», giurano gli ultimi fedelissimi del senatore di Rignano. Anche se lo svuotamento del partito in una delle regioni più strategiche, ormai, è una questione di giorni. 

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