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Nomine, il peso delle poltrone d`oro sulla prossima campagna elettorale

All’inizio era stato il dono a suggello di un amore nascente, quello fra la Lega e Nello Musumeci. Ora che i rapporti fra il governatore e il Carroccio sono ai minimi termini, con la tentazione salviniana di indicare un altro candidato per la presidenza della Regione, però, la guida del 118 siciliano rischia di diventare il segnale dell’inizio dell’uragano: il consiglio di amministrazione della Seus, l’azienda che gestisce le ambulanze in servizio nell’Isola, è infatti decaduto la settimana scorsa, e se sulla carta l’assemblea dei soci dovrebbe nominare i nuovi vertici lunedì alle 12, in realtà l’accordo politico è ancora lontanissimo. Anche perché, appunto, fino alla settimana scorsa a guidare Seus – ora nelle mani del collegio sindacale per l’ordinaria amministrazione – era il leghista Davide Croce, lombardo e vicino al presidente della sua Regione, Attilio Fontana: «In questo momento – sibila però un politico molto vicino a Musumeci — è una nomina prestigiosa affidata a un alleato. Domani potrebbe essere lo strumento a disposizione di un avversario. Bisogna chiarire prima gli equilibri».

Gli equilibri, del resto, sono molto più complessi. Perché la partita che si gioca sullo sfondo è un match da decine di poltrone: a giugno, quando l’incarico di Croce (e degli altri due consiglieri di amministrazione, Pietro Marchetta e Tania Pontrelli) è stato prorogato la prima volta, le nomine in scadenza erano una sessantina. Certo, nessuna pesa quanto Seus – 3.125 dipendenti e un ruolo cruciale in tempi di pandemia — ma nell’elenco ci sono incarichi che fanno gola a tutti i partiti, dalla presidenza dell’Ast (attualmente appannaggio di Gaetano Tafuri, indicato dal Movimento per l’autonomia) a quella di Sas (adesso affidata a Giuseppe Di Stefano, caro al forzista Riccardo Savona). Sullo sfondo, però, c’è una partita molto più ghiotta: all’orizzonte, infatti, si intravede la scadenza delle direzioni generali e sanitarie della gran parte di Asp e ospedali, che tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera segneranno apertamente l’inizio dei posizionamenti strategici in vista del lunghissimo anno elettorale.

Così, al momento, tutto il pacchetto è stato congelato. Anche perché la maggioranza fa fatica anche ad assegnare incarichi di peso ben inferiore: la settimana scorsa la commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale era stata convocata per dare un parere su una manciata di incarichi minori (fra gli altri i collegi sindacali delle Asp e dell’Irca e i revisori dei conti degli Ersu, del Cefpas e dell’Istituto Bonino-Pulejo), ma il presidente della commissione, il forzista Stefano Pellegrino, ha rinviato tutto a oggi per valutare i curriculum.

Un altolà che non nasconde le frizioni della maggioranza negli ultimi mesi. «Se il governo si aspetta che stiamo qui soltanto per ratificare quello che ci invia – borbotta un deputato di maggioranza – non ha proprio chiaro il ruolo del Parlamento». L’opposizione, intanto, si prepara già alle barricate: «Faremo una verifica attentissima dei titoli», avvisa il capogruppo del Partito democratico Giuseppe Lupo. Intanto, però, bisogna definire l’affaire Seus. Il toto-nomine dà da sempre per probabile una nuova nomina di Croce o comunque l’incarico a un altro leghista, ma già in primavera era spuntato nei rumour del Palazzo il nome della sua vice Tania Pontrelli, molto legata al partito del governatore. Diventerà bellissima: se questa linea passasse, però, bisognerebbe trovare una compensazione per la Lega, privata così della più preziosa delle poltrone a essa affidate. E nel Carroccio – più per provocazione che seriamente – c’è anche chi suggerisce una (improbabile) opzione: l’irfìs, la cassaforte delle partecipate regionali attualmente appannaggio del musumeciano di ferro Giacomo Gargano.

«Il problema – sbuffa però un centrista – è che nella sua libreria Musumeci non sembra avere una copia del manuale Cencelli». Prima che inizi l’anno elettorale potrebbe doversene procurare una. Perché il grande braccio di ferro delle nomine è già cominciato. E può essere il segnale di avvio dell’uragano.

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