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Seus 118 senza vertici in Sicilia, scaduto il CdA presieduto da Davide Croce

L’emergenza sanitaria è tutt’altro che finita ma il servizio ambulanze in Sicilia, il 118, resta senza testa. È scaduto il CdA presieduto da Davide Croce e la Seus resta così senza vertici.

Si raffreddano i rapporti con l’Areu Lombarda
Accade anche questo nella nostra Isola dove il raffreddamento dei rapporti politici con la Regione Lombardia e con la Areu, l’Agenzia della sanità lombarda che si voleva importare con metodo e uomini, comporta difficoltà anche nelle nomine dei vertici.

Così, scaduta la nomina di Davide Croce che dal 2018 era alla guida della Seus come presidente del Consiglio di amministrazione di cui fanno parte anche l’Agrigentino Pietro Marchetta e Tania Pontrelli, e dal 1 luglio 2019 aveva anche le funzioni di dirigente generale assumendo di fatto i poteri di un qualsiasi manager di azienda sanitaria, la gestione del 118 pasa al Collegio sindacale nella sua totalità ma solo con poteri di ordinaria amministrazione fino alla nomina di un nuovo vertice.

La lettera del ragioniere generale
Lo mette nero su bianco il ragioniere generale della Regione siciliana. Il dirigente, che ha la responsabilità giuridica del controllo sulle partecipate, sottolinea in una nota ufficiale come dopo la scadenza del mandato Croce abbia legittimamente operato in regime di prorogatio ma trascorsi i 45 giorni di legge, viene meno anche il regione di proroga e dunque tutti i poteri e la gestione passa al collegio sindacale fino alle nuove nomine.

La partita dell’Areus
Nel gioco delle scadenze prima ancora del Consiglio di Amministrazione era scaduta anche la convenzione fra Sicilia e Lombardia che stabiliva un percorso preciso per la nascita dell’Areus ovvero l’agenzia siciliana partecipata anche dalla Lombardia che doveva ereditare proprio il sistema lombardo. Croce, manager con un passato proprio in Areu in Lombardia, doveva essere il garante di questo accordo e del transito della Seus nella nuova società. Un progetto che sembra nato già morto.

La partita delle nomine nelle partecipate
Ma sul piatto in queste settimane, o mesi, ci sono tante nomine. In scadenza ci sono i vertici di molte altre partecipate ma anche i manager delle Asp e degli ospedali. Nomine al momento congelate per effetto dell’emergenza ma che finiranno inevitabilmente tutte nel piatto degli accordi pre-elettorali in vista delle regionali del 2022.

Nel piatto delle 100 nomine o poco più che dovranno essere fatte da qui a fine anno o, al massimo, nei primi mesi del 2022 se l’emergenza sarà tale da spostare ancora in avanti questo stillicidio tanto utile a chi cerca appoggi e accordi prima del tempo.

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