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Termovalorizzatori in Sicilia? Un percorso lungo e tutto in salita

Fonte – Quotidiano di Sicilia

Un termovalorizzatore in tre anni: era questa la promessa fatta all’inizio dello scorso giugno dal presidente della Regione, Nello Musumeci, Ma le discariche siciliane, secondo l’ultimo report di The European House-Ambrosetti (in collaborazione con A2A sullo stato del ciclo dei rifiuti in Italia) potrebbero avere solamente altri due anni di vita prima di raggiungere la saturazione definitiva. E sulle tempistiche di realizzazione degli impiantì di recupero energetico dei rifiuti ci sono già i primi ritardi.

Dopo l’apertura del governatore nei confronti dei termovalorizzatori, infatti, è stato pubblicato un avviso a presentare manifestazioni d’interesse per individuare aziende disposte a progettare, costruire e gestire almeno due termovalorizzatori in Sicilia. La scadenza dell’avviso, inizialmente fissata per metà settembre, tuttavia, è già slittata al 2 novembre.

“Offerte non ne abbiamo ricevute – fanno sapere al QdS fonti estremamente vicine all’assessore regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità – abbiamo solo ricevuto delle richieste di approfondimento da parte delle aziende. Ci è stato richiesto di avere una proroga proprio per ampliare il range di proposte e quindi anche il livello di comparazione tre proposte diverse.

Di fatto, però, il documento prodotto dagli uffici di viale Campania risulta essere generico e poco attrattivo per i principali colossi nazionali del settore. Ad esempio, il gruppo Herambiente (che in tutta la penisola gestisce oltre
90 impianti) ha dichiarato al QdS che non è coinvolto in questa manifestazione di interesse. Manca anche l’interesse del gruppo CAP (quello che gestisce la biopiattaforma alle porte di Milano). Non abbiamo partecipato a questo avviso esplorativo”, fanno sapere dall’azienda. L’unico leader italiano del settore che attualmente sta valutando la partecipazione alla manifestazione di interesse è A2A. Una posizione che esclude un attuale coinvolgimento dell’azienda, ma che, allo stesso tempo, non preclude una possibile proposta progettuale da parte del gruppo.

Il ritardo accumulato da viale Campania nell’espletare questa manifestazione d’interesse, è reso ancora più grave dal fatto che la strada per la realizzazione degli impianti di recupero energetico dei rifiuti è ancora lunga e tutta in salita. Il documento del DAR, infatti, è solo un avviso esplorativo per capire l’interesse da parte del mercato e le proposte tecnologiche delle aziende, non un vero e proprio bando.

“Il bando – dichiarano fonti vicine all’assessore dell’energia – verrà successivamente e la diversa tecnologia selezionata in questa fase andrà ad incidere sulle tempistiche che a quel punto non dipenderanno dalla Regione ma dall’impresa che si aggiudicherà la gara. Non c’è una soluzione standardizzata, dobbiamo verificare e scegliere quella migliore, considerati costi e benefici. Attualmente possiamo solo attendere di vedere le proposte che arrivano”. Per comprendere meglio quanto lontano sia l’obiettivo di realizzare un termovalorizzatore pubblico in Sicilia, basta considerare la durata media complessiva dell’attuazione di impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti in Italia, fornita dall’ultimo report di Ambrosetti: 2,9 anni per la progettazione e l’autorizzazione, 0,4 anni per l’affidamento e 1,4 anni per l’esecuzione: totale 4,7 anni

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