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Elezioni amministrative di Caltagirone, l’intervista al candidato Alparone

L’appello ai concittadini: la partecipazione attiva alla vita politica “è necessaria” solo così si avrà reale coscienza delle esigenze dei più


Tra la Sicilia orientale e quella centrale, immerso nelle pianure di Catania e Gela, si trova il comune di Caltagirone, in passato chiamato anche “Regina dei Monti Erei”. Caltagirone, nota per le sue ceramiche, è anche un comune dedito all’agricoltura e al turismo, e il suo centro storico è entrato nel 2002 a far parte del Patrimonio dell’umanità UNESCO.

“Siamo patrimonio dell’UNESCO, ma non ce ne siamo resi conto” ci dice l’ingegnere Massimo Alparone, presidente del consiglio comunale e candidato a sindaco. “Non viviamo di agricoltura, anche se abbiamo eccellenze come la pesca di Piano San paolo. Una piccola produzione ma di grande qualità”.

Infatti, a Piano San Paolo, una frazione di Caltagirone, si svolge ogni anno, il 14 settembre, la Sagra della pesca settembrina. “Abbiamo eccellenze anche nella produzione di vini, ma i prodotti vanno sponsorizzati.”

Settore di grande importanza per la città è sicuramente quello della ceramica. “È un prodotto che tutti ci invidiano e che dobbiamo tutelare”.

Per farlo, in questo momento florido per il bilancio – grazie al lavoro svolto negli ultimi cinque anni -, uno degli obbiettivi sarà l’istituzione di una fondazione, un organo che possa gestire i fondi per l’organizzazione di eventi, realizzando così una biennale della ceramica e un museo con un taglio internazionale.

Un altro settore che va valorizzato, ci racconta il presidente del consiglio comunale, è quello turistico che va salvaguardato, a partire dai lavori da fare nel centro storico.

“Nonostante sia patrimonio UNESCO, per vent’anni il centro di Caltagirone è stato abbandonato. Ora, bisogna ripristinare le condizioni affinché torni ad essere abitato”.

Un passo in questa direzione è stato già fatto, con l’approvazione, proprio in questi mesi, del regolamento per la vendita delle case a un euro.

“Cercheremo di facilitare la compravendita, per darle a giovani coppie, così che possano avere un punto fermo”.

L’obbiettivo è quindi di rendere Caltagirone una città europea a 360 gradi, una città con un centro storico pedonale, dove è possibile spostarsi usando il bike sharing e che tiene conto dell’emergenza che il mondo sta attraversando.

“Abbiamo delle scadenze molto importanti da qui al 2030, delle scadenze che l’Europa ci impone per quanto riguarda il risparmio energetico”.

Progetti grandi e all’apparenza ambiziosi, che hanno però solide basi. “Il nostro programma elettorale non sarà un libro dei sogni” scherza Alparone. “Lo stiamo condividendo, inseriremo solo ciò che sappiamo di poter realizzare”.

La candidatura di Alparone è stata sostenuta dalle liste di “Caltagirone domani” e “Caltagirone al centro”, così come dal movimento “Diventerà Bellissima.

“Abbiamo due liste civiche, ci siamo presentati cinque anni fa con Caltagirone Domani e abbiamo ottenuto ottimi risultati. Siamo cresciuti e adesso si è aggiunta anche la lista del sindaco, per dare continuità”.

Nonostante l’appoggio di molti, da poco una rete televisiva locale ha annunciato la rinuncia di Alparone alla candidatura a sindaco, ma il candidato ha tempestivamente smentito la notizia. “La candidatura non è in discussione in questo momento, a meno che, come già detto, non si dovesse trovare l’unità del centrodestra con un nome terzo. In quel caso, tornerei indietro e svolgerei il lavoro che abbiamo portato avanti finora. Siamo usciti dal dissesto, abbiamo pagato stipendi arretrati e abbiamo rimesso il comune nella giusta direzione. La rete televisiva in questione non ha assolutamente parlato bene della coalizione e non ci vuole ospitare. Posso capire la mancanza dell’invito ma non condivido la diffusione di notizie non vere”.

Un ultimo appello, lanciato ai suoi concittadini, è quello di partecipare ai programmi e di dare un contributo ai candidati. “Gli enti locali, infatti, soffrono perché non arrivano più i finanziamenti e ogni euro speso dal comune va investito bene, per portare risultati. Questo si può fare solo se si ha una reale coscienza delle esigenze della popolazione. È fondamentale, per poter dare alla nuova classe dirigente una conoscenza delle reali esigenze dei cittadini. Questo vale sia per chi ha delle attività sia per i singoli. Una partecipazione attiva alla vita politica è necessaria.”

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