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Trent’anni fa l’omicidio di Grassi, l’uomo che volle restare Libero

Gianluca Carnazza | Giornale di Sicilia

Il suo rifiuto a piegarsi alle richieste di pizzo da parte degli estorsori gli costò la vita. Libero Grassi venne ucciso il 29 agosto di 30 anni fa a Palermo, mentre si recava al lavoro. Lasciato solo da tutti, anche dagli altri imprenditori, il suo esempio di uomo libero che non si piega ala criminalità ha dato vita negli anni alle associazioni antiracket. Dopo aver avuto alcuni problemi con la fabbrica di famiglia, la Sigma, venne preso di mira da Cosa nostra, che pretese il pagamento del pizzo: ricevette strane telefonate da un fantomatico «geometra Anzalone», che chiese offerte «per i picciotti chiusi all’Ucciardone».

Nel gennaio del 1991 dalle colonne del Giornale di Sicilia, Grassi si rivolse con una lettera ai taglieggiatori. «Vole – vo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia – scrisse Grassi – . Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere. Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al “Geometra Anzalone ” e diremo no a tutti quelli come lui».

E in occasione del trentesimo anniversario della sua morte, Addiopizzo e la famiglia dell’imprenditore assassinato da Cosa nostra hanno promosso una giornata di iniziative in ricordo suo e della moglie Pina Maisano. «Quando si rievoca la storia di Libero Grassi in molti – dicono da Addiopizzo – ancora oggi tendono a dare una rappresentazione fuorviante di quanto accadde il 29 agosto 1991. Tanti ritengono che fu ucciso perché si ribellò alle estorsioni e non considerano, in realtà, che l’uccisione fu provocata dalla solitudine e dall’isolamento a
cui fu relegato dai suoi colleghi imprenditori, dai cittadini e dalle istituzioni».

A trent’anni dall’assassinio, si dice certa l’associazione antiracket, Libero Grassi «avrebbe al fianco centinaia di commercianti e imprenditori che nel frattempo si sono finalmente liberati da ogni forma di taglieggiamento.
Tuttavia il fenomeno resta presente e diffuso soprattutto in aree investite da povertà e degrado». Per tale ragione la giornata del 29 agosto continua a essere un momento per interrogarsi su cosa sia rimasto dell’esempio di Libero Grassi, sul valore delle scelte di chi trova il coraggio di denunciare, sulle difficoltà che ancora si incontrano lungo tale percorso e su come cambiano le dinamiche criminali attraverso cui si realizza il racket delle estorsioni.

L’iniziativa, finalizzata a favorire l’inclusione sociale, si inserisce nell’ambito dell’attività educativa territoriale svolta da Addiopizzo nel quartiere Kalsa. La traversata in barca giungerà al Parco Libero (ad Acqua dei Corsari) su cui da tempo è impegnata l’omonima Associazione presieduta da Alice Grassi, nata per contribuire alla rigenerazione urbana della Costa sud di Palermo e, in particolare, dell’area intitolata dal Comune a Libero Grassi. In serata, alle 21, nell’arena alla Cala di Palermo, sarà proiettato il docufilm «Io sono Libero». Il racconto degli ultimi otto mesi della vita dell’imprenditore, dal giorno della pubblicazione della lettera al «Caro estorsore», in cui dichiara pubblicamente di non volere sottostare al pizzo, il suo omicidio e la nascita di Addiopizzo. La giornata sarà anche l’occasione per praticare il consumo critico a sostegno dei titolari della pizzeria La Braciera di Palermo, i cui titolari,
Antonio, Marcello e Roberto Cottone, hanno denunciato con l’ausilio di Addiopizzo numerosi anni di soprusi e
vessazioni subiti.

Nel corso della mattinata, oltre alla testimonianza di chi ha denunciato, si svolgerà un momento di dibattito condotto da Lirio Abbate, vice direttore de L’Espresso, dove interverranno il prefetto di Palermo, Giuseppe Forlani, il procuratore aggiunto di Palermo, Salvatore De Luca e il commissario nazionale antiracket e antiusura, Giovanna Stefania Cagliostro. Inoltre, nella stessa giornata si svolgerà la VI edizione di «Vela per l’inclusione sociale». Le bambine e i bambini del quartiere Kalsa e gli educatori di Addiopizzo, dei centri aggregativi del Laboratorio Zen Insieme e dell’associa – zione «San Giovanni Apostolo – Cep», saliranno a bordo delle imbarcazioni
dei soci della Lega Navale Italiana, tra cui Azimut, la barca a vela a due alberi di oltre 12 metri, sequestrata dalla
Guardia di finanza in seguito a una operazione di lotta all’immigrazione clandestina

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