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Welfare, la riforma di Scavone: «un patto sociale che non lasci nessuno indietro»

di Giuseppe Bianca | La Sicilia

La riprogrammazione delle risorse del welfare e il coordinamento sulle attività legate alle risorse del Pnrr sono stati ieri al centro di un vertice con i sindacati voluto dall’assessore regionale alle Politiche del lavoro Antonio Scavone. L’idea di una condivisione ampia con le parti sociali, che possa o meno sfociare in una vera e propria cabina di regia, ha orientato le premesse dell’incontro di ieri.

Alla riunione svoltasi in assessorato a Palermo hanno preso parte Monica Genovese per la Cgil, Sebastiano Cappuccio, segretario generale della Cisl in Sicilia, Giuseppe Raimondi, responsabile confederale Uil Formazione con delega al mercato del lavoro e Ninni Vitti (Ugl) oltre a Cetano Sciacca dirigente generale del Lavoro e a Scavone, che si è fatto elemento di cerniera per portare avanti alcuni dei principali temi del settore, di maggiore impatto e di più stretta attualità.

La riforma del sistema dopo la pandemia è destinata a subire un’accelerazione da parte del governo regionale che ha spinto su applicazione di protocolli di sicurezza, convenzioni con i comuni per le azioni inserite nei Piani di zona e rimborsi dei costi ammissibili per le spese sostenute dagli enti del Terzo settore.

Per l’assessore Scavone va messo al centro «lo sviluppo di politiche a sostegno di interventi orientati verso la promozione dell’occupabilità a a partire dai giovani, le donne e i lungo-disoccupati», ma nel patto sociale che non deve lasciare nessuno indietro: «serve il varo di una governance condivisa con le forze sociali, con impegni reciproci e condivisione di responsabilità. Un patto da cui partire per un rilancio complessivo della nostra terra, imposto dal l’opportunità del Pnrr, un’occasione dalle prospettive inedite, consistenti, rilevanti: saremo in grado – si chiede l’assessore – di coglierle, rilanciarle, valorizzarle?»

Prevista anche l’implementazione della piattaforma integrata regionale di servizi sociali per il 2021-2023 e, soprattutto, il recepimento del Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali per il prossimo biennio. In particolare Scavone aggiunge: «Vogliamo essere promotori e portatori di un cambiamento, già avviato, nell’approccio culturale alla disabilità. Un approccio che privilegia i principi di autodeterminazione, inclusione e partecipazione sociale». Oltre al rinnovato ruolo di coordinamento dei distretti socio-assistenziali c’è attesa, anche in questo contesto da ridefinire, per due importanti leggi: la legge dir if orma dei servizi socio-assistenziali e la legge di riforma degli Ipab che si spera quanto prima possa venire fuori dall’affollato cantiere delle leggi, chiuso per la pausa estiva, di Sala d’Ercole, ·

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