nello musumeci

Il presidente della regione chiede lo stato d’emergenza in Sicilia

Musumeci lancia un appello a Draghi: “serve un segnale forte e ormai può venire solo da lui” per fermare il “commercio di carne umana”

di Paolo Mandarà – Buttanissima Sicilia

Sono 822 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 9.083 tamponi processati. L’incidenza sale al 9%. L’isola è al primo posto per nuovi contagi giornalieri e, a causa dei 31 ricoveri ulteriori, si avvicina la soglia d’ospedalizzazione del 15% (che farebbe scattare la zona gialla). Anche in terapia intensiva cresce il numero dei degenti (54, +7 rispetto a sabato).

Gli attuali positivi sono 14.077 con un aumento di altri 666 casi. I guariti sono 153, mentre nelle ultime ventiquattr’ore si registrano 3 vittime. Il totale dei decessi sale a 6.086 (cosa si rischia con la zona gialla: leggi qua). Sul fronte del contagio nelle singole province comanda Palermo 244, Catania 110, Agrigento 80, Caltanissetta 72, Trapani 55, Ragusa 137, Siracusa 70, Enna 28, Messina 26.

Ma non va sottovalutata un’altra questione: quella relativa agli sbarchi. Personale dell’Asp di Ragusa sta eseguendo i test anti-Covid a bordo della Ocean Vikings, che questa mattina è approdata al porto di Pozzallo con 555 migranti a bordo, fra cui tre donne in stato di gravidanza.

Tutti verranno indentificati nell’hotspot di contrada Imbriacola e trasferiti a bordo della nave quarantena Azzurra. I positivi sarebbero oltre una trentina. Per questo Musumeci avverte: “C’è un mix pericoloso tra numeri crescenti degli emigranti, situazione epidemiologica regionale e la prognosi di crescita di entrambe le situazioni nelle settimane più calde per il turismo e per l’economia siciliana. Gli hotspot al collasso e le persone ammassate l’una sull’altra non possono essere nascoste e lasciano trasparire l’immagine forte di un’accoglienza finta che non rispetta la dignità dell’uomo”.

Per questo il presidente della Regione ha chiesto di “bloccare questo criminale commercio di carne umana. I viaggi dei ministri degli Esteri e dell’Interno sull’altra sponda del Mediterraneo non stanno raggiungendo gli obiettivi sperati. E l’Europa guarda complice e silente. Mi appello al presidente Draghi: serve un segnale forte e ormai può venire solo da lui. Faccia quello che non ha voluto fare chi l’ha preceduto e dichiari lo stato di emergenza per gli sbarchi”. E ancora: “Serve un gesto forte che ci consenta di adottare misure di compensazione finalmente adeguate e che dia un messaggio chiaro a chi, a Bruxelles, fa di tutto per non assumersi chiare responsabilità. Una cosa è certa: così non si può andare avanti e io non farò finta di nulla”.

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