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Università di Palermo, la squadra del nuovo rettore si smarca da Lagalla

 Le sue congratulazioni sono arrivate pochi istanti dopo la proclamazione. Le prime. A rimarcare subito quel legame che ha sostenuto Massimo Midiri, ordinario di Radiologia, nella lunga corsa a rettore dell’Ateneo palermitano, coronata martedì pomeriggio con un plebiscito del mondo accademico fatto di ben 1.463 voti. E sui social tanti seine di vittoria con il rettore appena eletto ai fianco di Roberto Lagalia, ex rettore e attuale assessore regionale all’Istruzione. Una pioggia di complimenti per Midiri, ma anche per Lagalla, maestro accademico e scientifico del neo rettore al dipartimento di Radiologia che con l’elezione di Midiri conferma il suo peso politico. A cominciare da Elio Cardinale, maestro sia di Lagalla che di Midiri, che oltre a insegnare per 50 anni all’università, fra le tante cariche è stato anche sottosegretario del governo di Mario Monti.

«Ho creato una buona scuola. Sono davvero fiducioso per il futuro dell’università», dice Cardinale con orgoglio. La squadra di Midiri, però, è indispettita dall’accostamento e prova ad allontanare l’ombra lunga di Lagalla. «Sarò il rettore di tutti», ha detto Midiri al momento della vittoria. «È una squadra scelta per competenze, non certo per affinità politiche», precisano dall’entourage del neo rettore. Le strade di Lagalla e Midiri si intrecciano da trenta anni: il primo lo ha seguito nella tesi di laurea e in quella di specializzazione, è stato nella commissione di esami che ha superato per diventare professore ordinario e lo ha seguito in tutta la sua carriera accademica.

Un «sostegno naturale», a sentire Lagalla, non un viatico alla sua presunta candidatura a sindaco di Palermo di cui si parla da tempo, ma che lui non ha mai confermato. «Il sostegno a Midiri che ho dichiarato dalle prime battute della campagna elettorale non è pertinente al piano politico, ma è un sostegno da professore a professore. Da ex rettore conosco bene la distinzione fra piano accademico e politico. Il piano politico per le amministrative è una cosa distinta: fare il sindaco è una cosa seria, non è una questione di nomi ma di progetti. Il nome sarà frutto di una discussione collegiale nella coalizione», dice Lagalla.

Quel grande centro composto da Italia Viva, Udc, Cantiere popolare, Idea Sicilia fondata dallo stesso Lagalla che ha già tirato fuori diversi nomi per la corsa alle prossime am ministrative. Francesco Scoma di Italia Viva, Saverio Romano del Cantiere popolare e per Forza Italia lo stesso presidente deìl’Ars Gianfranco Miccichè che si è sbilanciato qualche giorno fa in un’intervista a “Repubblica” dicendo di essere della partita, ma anche Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars e Giulio Tantillo da sempre frontman forzista in Consiglio comunale. In questa partita potrebbe avere un peso proprio il successo delle elezioni universitarie.

L’orizzonte di Midiri e della sua squadra, però, sembra essere lontano da questa partita. Forti dell’oltre 70 per cento dei docenti che li hanno scelti da Medicina a Scienze, da Ingegneria a Giurisprudenza, ci tengono a smarcarsi dal quel legame con l’assessore regionale, diventato ancora più ingombrante all’indomani della proclamazione. La squadra è composta da varie anime che «intendono portare avanti un progetto in discontinuità» con il rettore uscente Fabrizio Micari per cui le elezioni hanno rappresentato una vera disfatta.

Trasversale a cominciare dal designato rettore vicario Enrico Napoli che è stato una spina nel fianco di Lagalla durante i suoi sette anni di rettorato come uno degli animatori del movimento “ForumUnipa” che si opponeva all’approvazione della legge Gelmini ed ex segretario del circolo Libertà del Pd, da Maurizio Carta, assessore nella giunta Cammarata, oggi più vicino al centro sinistra e da Fabio Mazzola ex rettore vicario di Micari che per un momento aveva pensato di candidarsi. Pare che lo stesso Lagalla con ironia abbia parlato di «compromesso storico» riferendosi alla squadra di Midiri. «È stata una campagna elettorale che ha puntato sulla costruzione partecipata. Sulle competenze, non sulle affinità politiche. Siamo universitari fino al midollo», dice Carta.

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