ponte sullo stretto

Sicilia baricentro del Mediterraneo, ecco perché serve il Ponte

(Fonte – La Sicilia). «La Sicilia può diventare la naturale piattaforma logistica del Mediterraneo in questo mare che non è più un mare di frontiera, ma che diventa un mare di comunicazione, un mare che unisce, che aggrega. Ecco perché l’obiettivo al quale lavora il Governo regionale è quello di dotare l’Isola di sufficienti infrastrutture strategiche per potersi candidature a giocare questo ruolo importante, nella consapevolezza di poter acquisire un protagonismo che ci liberi dalla marginalità in cui fino ad ora siamo stati costretta a vivere». Così il Governatore Nello Musumeci incontrando a Catania il presidente del Copasir, Adolfo Urso, in visita istituzionale al Palaregione. Musumeci ha colto l’occasione dell’incontro con Urso per rilanciare la questione Ponce: «Non ci può essere una terra appetibile per nuovi investimenti se gli uomini e le merci non si muovono celermente. Il Ponte di Messina ci consente di attraversare quei tre chilometri di Stretto in due minuti e non in un’ora e mezza. Questo è importante e credo che anche a Roma Io hanno finalmente capito. Lo abbiamo ricordato al ministro delle Infrastrutture qualche giorno fa insieme all’assessore Falcone. Siamo convinti che questa priorità nell’agenda politica del Governo Draghi prima o poi portare ad una elemento di novità. Abbiamo sollecitato il presidente di due commissioni, di Camera e Sanato, proprio perché pongano all’ordine del giorno la reazione svolta dal comitato tecnico appositamente nomina to per studiare la fattibilità de Ponce». «Noi siamo consapevoli che la Sicilia è per collocazione storica, culturale, economica e geografica la regione di frontiera rispetto a quello che sono le principali questioni di rischio o minacce per l’Italia e L’Europa, ma anche per quelle che sono le principali potenzialità di sviluppo e le opportunità – ha fatto eco a Musumeci il presidente Urso -. Pensiamo soltanto a quello che sta accadendo in queste ore o che è accaduto negli scorsi mesi nel bacino II presidente del Copasir, Adolfo Urso, a sinistra, ricevuto al Palaregione, ieri a Catania, dal Governatore Nello Musumeci del Mediterraneo, in Tunisia o in Libia e in Libano e negli altri contesti mediterranei e la Sicilia è la frontiera. Il punto dolente che si può tutelare, ma su cui si può anche agire». E Urso aggiunge: «Allo stesso tempo la Sicilia è punto nevralgico per quanto riguarda ad esempio lo sviluppo dell’economia del futuro e dell’economia verde su cui già il Governo e l’Europa hanno posto l’accento. In Italia, oltretutto, con Enel abbiamo la principale azienda energetica che ha sviluppato l’economia green. Ed è punto nevralgico per quanto riguarda l’economia digitale: economia verde e digitale trovano, dunque, in Sicilia, un punto dipartenza favorevole per l’incero sviluppo del Paese. Di questi argomenti si occupa anche il Copasir», ·

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