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Giallo di Caronia, un anno dopo è ancora mistero sulla morte del piccolo Gioele

di Salvo Palazzolo | Repubblica

Nel bosco fra l’autostrada Messina-Palermo e il mare Viviana Parisi era inseguita dai suoi incubi mentre correva con il piccolo Gioele in braccio, subito dopo aver avuto un incidente in galleria. Dopo una serie di esami e accertamenti specialistici, ora l’autopsia effettuata dalle professoresse Elvira Ventura Spagnolo e Daniela Sapienza, delle università di Palermo e Messina, esclude che madre e figlio siano stati aggrediti da animali o da un uomo. Il tre agosto dell’anno scorso, la dj torinese che viveva a Venetico si suicidò, lanciandosi da un traliccio dell’Enel altro tre metri. Lì dove venne ritrovata, cinque giorni dopo.

È destinata invece a restare un mistero la morte del figlio di 4 anni, ciò che è rimasto del corpicino ritrovato il 19 agosto non consente di arrivare a una certezza. Solo di escludere alcune ipotesi: nessuna aggressione con coltello o pistola, nessun trauma alla testa subito durante l’incidente. Resta l’ultima drammatica domanda: Viviana, assalita dai suoi incubi, potrebbe aver soffocato il figlio? L’unica certezza a questo proposito, rimarcata dalla relazione che i consulenti hanno depositato al procuratore di Patti Angelo Cavallo, è che Viviana Parisi aveva disturbi psichici non curati. Due certificati medici, nel giro di tre mesi, raccontano la spirale in cui la donna, che aveva 43 anni, è stata risucchiata ogni giorno di più. il 17 marzo, una dottoressa del pronto soccorso di Barcellona Pozzo di Gotto scriveva: «La paziente riferisce di sensazioni di sconforto e crisi di ansia legati al particolare momento di lockdown». Il 28 giugno, il marito accompagnò d’urgenza Viviana al pronto soccorso del Policlinico di Messina perché aveva ingerito 8 compresse di un farmaco utilizzato per il “trattamento dei disturbi psicotici acuti e cronici”, ovvero malattie mentali di una certa gravita. Nel foglietto illustrativo del farmaco si parla di “delirio e allucinazioni”. Il medico del pronto soccorso annotò: «Riferisce di avere problemi psichiatrici». E aggiunse: «È in cura al reparto di Psichiatria». Ma non è così, ha accertato la polizia.

Agli atti dell’inchiesta sono stati acquisiti tutti i post che Viviana aveva scritto sulla pagina Facebook “Express Viviana”. Ce n’è uno in particolare, del 9 luglio, che oggi suona come un drammatico presagio: «È come se avessi incontrato la matrigna cattiva e fossi scappata nel bosco nascondendomi dal mondo». Viviana stava raccontando al popolo dei suoi fan cosa era accaduto dopo la nascita del figlio: «II suo mondo mi rapì sia con il cuore che con la mente. Mi travolse. Prima di tutto mi coinvolse un senso di protezione quindi iniziai ad aver cura di tutto il suo grande universo».

Un “senso di protezione” che in una persona particolarmente turbata potrebbe aver portato all’omicidio del figlio? Daniele Mondello, il marito di Viviana, il papa di Gioele, ha sempre rifiutato questa ipotesi: «Viviana era una mamma premurosa- ha ripetuto sin dai primi giorni di questa tragedia – non avrebbe mai fatto del male a nostro figlio». La famiglia ipotizza piuttosto l’aggressione di mamma e figlio da parte di qualcuno, poi anche lo spostamento dei corpi. Ma non c’è alcuna traccia che sostenga questa ipotesi. Anzi, gli accertamenti fatti dall’entomologo forense Stefano Vanin confermano che i decessi di Viviana e Gioele sono avvenuti fi dove sono stati ritrovati i resti. Probabilmente, poco dopo la fuga della donna oltre il guardrail dell’autostrada. Gli esperti hanno riesaminato anche le immagini del drone dei vigili del fuoco, che già il 4 agosto aveva avvistato il corpo di Viviana accanto al traliccio (ma quel giorno nessuno se n’era accorto): è nella stessa posizione in cui è stato trovato 1’8 agosto. Ora, terminati gli accertamenti specialistici, il procuratore di Patti si appresta a restituire i resti di Viviana e Gioele alla famiglia. Poi, verrà presentata una richiesta di archiviazione all’ufficio Gip. È probabile 
che i legali dei Mondello si opporranno, sollecitando nuovi esami. I medici legali hanno depositato la loro consulenza “Nessuno aggredì la donna e il bambino”.

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