terapie intensive

“Prima delirano e poi piangono” … quando i no vax si beccano il covid

Diffidare delle fiale anticovid quando si sta bene è facile. Diverso è il caso di chi si ritrova all’improvviso in un letto di ospedale e rischia di essere persino intubato. Tra le corsie degli ospedali, i medici che da mesi si occupano di pazienti covid sanno bene che di fronte alla malattia il rammarico di non essere vaccinati è un atteggiamento comune a tutti i no vax.

«I pazienti che ho avuto in cura e che si sono dichiarati non vaccinati – racconta Massimo Antonelli, direttore del dipartimento di Anestesia e rianimazione del Policlinico Gemelli di Roma – si sono mostrati dispiaciuti del loro atteggiamento precedente, ed erano pentiti di non essersi vaccinati o per paura o per disinformazione».

Hanno tra i 35 e gli 80 anni. Molti finiscono in terapia intensiva e spesso vengono intubati. «Sono persone che di fronte alla malattia grave seria si pentono di non essersi protetti – conferma Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali – Alla domanda ma lei è vaccinato oppure no? capiscono subito che effettivamente se si fossero vaccinati probabilmente non sarebbero lì, o comunque avrebbero una prognosi sicuramente diversa. Questo ravvedimento è successo, succede e certamente è frequente». Solo allora tutti si rendono conto dell’errore che hanno commesso.

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