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Dl Recovery, bocciato l’emendamento per inserire il Ponte sullo Stretto. Compagnone “Ora basta, o ponte o indipendenza”

“Riponevamo qualche timida speranza in questo governo di coalizione che, in teoria, avrebbe dovuto avere una vocazione europeista. I fatti dimostrano il contrario, è un governo fuori dal mondo! Un governo muto, cieco e sordo rispetto alle esigenze di sviluppo della Sicilia e di tutto il Mezzogiorno.” Giuseppe Compagnone, deputato regionale del Movimento Nuova Autonomia, commenta così la notizia della bocciatura in Commissione Affari costituzionali e Ambiente alla Camera della proposta di inserimento del Ponte sullo Stretto tra le opere con procedura semplificata e accelerata previste nella lista del dl Recovery Fund.
“Mentre ieri, con l’aiuto della notte, come usano fare i ladri più esperti, una banda di deputati scippava le ultime speranze di sviluppo della nostra terra, in Romania una tecnologia tutta Italiana continuava a costruire il ponte Bràila, con un progetto del tutto speculare del Ponte di Messina. E mentre il mondo va avanti (negli ultimi dieci anni abbiamo visto raddoppiare il canale di Suez e quello di Panama, costruire il terzo ponte sul Bosforo sulla città di Istanbul, solo per citare alcuni esempi eclatanti) la Sicilia ed il Mezzogiorno d’Italia rimangono fermi, immobili, per il sadico piacere di un governo patrigno, crudele, criminale”.
I governatori di Sicilia e Calabria devono prendere una posizione netta, di forte contrasto rispetto a quanto accaduto ieri notte. Perfino il Capo dello Stato, da buon siciliano, dovrebbe intervenire per chiedere conto di questo ennesimo furto ai danni della sua terra natìa”. Da Siciliani dovremmo mobilitarci, tutti. Andare a Roma con i forconi per reclamare il nostro diritto di sopravvivenza. O Ponte o indipendenza!”

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