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Il giudice Giordano e l’MPA: “la lotta alla mafia è nel dna degli autonomisti”

Correva l’anno 2007 e la città di Palermo si apprestava a rieleggere sindaco e Consiglio comunale. Per la prima volta nella competizione amministrativa per la guida del capoluogo di Regione scendeva in campo anche l’MPA, il movimento autonomista nato due anni prima a Bari. Fra gli elementi di dirompente novità di quella tornata elettorale i palermitani ancora oggi ricordano l’impegno del compianto giudice Alfonso Giordano sul fronte autonomista.

L’uomo del maxi processo, scomparso due giorni fa, accettò l’invito rivolto dal leader degli autonomisti Raffaele Lombardo a presiedere l’organo di vigilanza sulle candidature nella lista del Movimento per l’autonomia.

Recependo il codice di autoregolamentazione disposto dalla Commissione Antimafia, il Movimento per l’Autonomia, imponeva al proprio interno l’obbligo di effettuare rigorosi controlli sulla composizione delle liste per garantire la trasparenza delle stesse.

Ed a vigilare su di esse ci sarebbe stato più di un uomo, un simbolo della lotta a “cosa nostra”: il magistrato Alfonso Giordano, presidente del primo maxiprocesso contro la mafia. Una cerniera sicura, un invalicabile baluardo capace di rendere impermeabili le liste dell’Mpa ai tentativi di infiltrazione da parte di condannati, indagati e collusi a vario titolo con la criminalità organizzata.

Qui di seguito vi riproponiamo l’audio della presentazione dell’organo di controllo delle liste dell’Mpa con gli interventi di Lino Leanza, Alfonso Giordano e Raffaele Lombardo, pubblicato su radio radicale.

https://www.radioradicale.it/scheda/222867/le-regole-messe-in-atto-per-la-selezione-delle-candidature-al-consiglio-comunale-di (CLICCA QUI)

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