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C’è la partita della Nazionale, epidemia di malati alla Rap

È capitato venerdì sera, quando gli azzurri affrontavano il Belgio: si sono assentati in 25 L’azienda studia contromisure per evitare il bis stasera durante il match con la Spagna Dicono che venerdì l’emergenza rifiuti che ha costretto la Rap a spendere 120 euro per affittare i compattatori dai privati fosse quasi rientrata. Ma poco prima del fischio di inizio di Italia-Belgio, i responsabili degli autoparchi si sono guardati intorno e si sono ritrovati in un mare di guai: almeno 25 netturbini non si sono presentati in servizio. Malati, improvvisamente malatissimi. E così il complicato intreccio tra forze private e personale Rap che doveva seguire un fitto calendario per ripulire le strade, che nessuna emergenza ha trasformato in discarica, è saltato. Il risultato è che l’indomani il nuovo presidente di Rap, Girolamo Caruso, ha dovuto richiamare le ditte chiedendo di rimanere fino a ieri compreso, a 20mila euro al giorno. E stasera che si gioca la semifinale? Che succederà? Dopo i! pasticcio di venerdì, il direttore Roberto Li Causi sta tentando di evitare che la diserzione di massa si ripeta. Ma come? Precettare non si può. La mossa intanto è stata quella di chiedere nomi e cognomi degli assenti la sera della partita col Belgio. Visite fiscali in notturna l’azienda non riesce a mandarne ma, accendendo i riflettori su chi non c’era, spera di dissuadere chi ha pensato di assentarsi di nuovo o copiare i colleghi. Rap starebbe pure potenziando la squadra della raccolta per farsi comunque trovare preparata in caso di una nuova epidemia di massa. Non sono giorni facili per il management della società, col presidente e il direttore chiamati tre giorni fa dal sindaco per chiarire come intendono ripulire Palermo. Domani Caruso e Li Causi, insieme con l’assessore Sergio Marino, incontreranno la stampa per cercare di spiegare come mai in una città sporca è necessario l’aumento della Tari. Senza il ritocco al rialzo, che deve essere votato entro il 31 luglio, il Comune rischia di portare anche i libri di questa azienda al tribunale fallimentare, proprio come con l’Amia. Cosi almeno assicura Marino, che da assessore al Bilancio tenta di fare chiarezza sui conti del Comune che non può chiudere il bilancio perché mancano 100 milioni di euro. Il sindaco, anche da presidente di Anci Sicilia, ha chiesto da un iato l’alleggerimento dei vincoli di bilancio – con la possibilità di diminuire la somma che per legge deve essere accanto nata nel fondo crediti di dubbia esigibilità – e dall’altro un prestito per tutti i Comuni siciliani in difficoltà di 500 milioni, da restituire nei tempo anche attraverso la cessione del credito. Ma cosa c’è dentro questo fondo-salvadanaio che il Comune deve necessariamente riempire? In massima parte i soldi della Tari che i cittadini non pagano. Il sindaco ha presentato anche un esposto alla Corte dei conti mettendo sotto accusa Riscossione Sicilia che in dieci anni ha riportato a Palazzo delle Aquile appena il 30 per cento delle somme iscritte a ruolo. I soldi delle tasse e delle multe insomma non entrano nelle casse; la legge obbliga l’amministrazione a con non spenderli visto che sono virtuali e il rischio, secondo il sindaco, è il dissesto. Se entro il 31 luglio non arriverà un aiuto dal governo, il Comune dovrà alzare bandiera bianca sul bilancio. Intanto alla Rap il nuovo presidente e il direttore cercano di chiudere con i sindacati l’accordo sugli straordinari: è da quando, superato il tetto annuale delle 150 ore, le organizzazioni dei lavoratori hanno chiesto come da contratto la firma di un accordo aziendale per il lavoro extra, che su Palermo si sono accumulate 900 tonnellate di spazzatura. La partita è delicata, certo. Ma mai quanto Italia-Spagna delle ore 21di oggi. I dirigenti hanno chiesto l’elenco di chi ha dato forfait la scorsa settimana

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