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Dall’Ismett 2 al Policivico, il tesoro nel cassetto della sanità siciliana

Addossare ai governi precedenti le colpe dei ritardi e delle mancanze della Regione Siciliana è sport che è sempre andato per la maggiore a Palazzo d’Orleans. Molto spesso a buona ragione. Ma capita talvolta di trovare nei cassetti di qualche assessorato un vero e proprio tesoro. Allora la tentazione di appropriarsene è così forte da far dimenticare quel dovere di lealtà verso l’opinione pubblica che imporrebbe, se non un grazie, almeno una citazione della classe politica che quel tesoretto lo ha creato e lasciato.

E’ un po’ quello che sta accadendo con i grandi investimenti infrastrutturali che stanno interessando la sanità siciliana. L’ultimo, presentato in pompa magna, è quello della realizzazione dell’Ismett 2 di Carini,

Se è vero che bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare allora bisognerà ricordare che sul quel progetto, risalente al 2012, c’è la firma del giudice Massimo Russo, allora assessore alla Salute del governo guidato dal presidente Raffaele Lombardo.

E non solo. Praticamente tutti i più importanti interventi programmatici che la Regione sta realizzando e realizzerà nei prossimi anni, vedranno la luce grazie alla capacità programmatica messa in campo nel corso di quella esperienza e culminata con l’approvazione del DUPISS, una sigla poco conosciuta ma molto, molto importante per il miglioramento dell’offerta sanitaria regionale.

Per mutuare uno spot pubblicitario di successo possiamo dire che Il Documento Unitario di Programmazione degli Investimenti Sanitari in Sicilia non conteneva sogni, ma solide realtà. In 154 pagine venivano messi in fila criticità, obiettivi e modalità operative per raggiungere anche in Sicilia “standard europei” nel campo dell’offerta sanitaria.

“A chi verrà, lascio un tesoretto di oltre un miliardo” profetizzava Massimo Russo in una intervista pubblicata 9 anni fa su Livesicilia.  Il riferimento è al piano per l’edilizia sanitaria da oltre 1,3 miliardi di euro che, dopo essere stato praticamente ignorato durante gli anni del governo Crocetta, sta prendendo corpo con la realizzazione delle 79 opere previste nel documento che porta la sua firma. Tra queste non solo l’Ismett 2 ma anche il cosiddetto “Policivico”, l’ampliamento del Pronto Soccorso dell’Ospedale Civico di Palermo (realizzato), il nuovo Ospedale di Siracusa e il completamento dell’Ospedale di Ragusa, il nuovo Pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi di Catania, i Poliambulatori del Cannizzaro di Catania, il nuovo presidio sanitario polivalente di Alcamo, il nuovo Pta di Gela, e l’adeguamento di diversi presidi ospedalieri. Insomma, se oggi in Sicilia c’è un soggetto attuatore per gli interventi di edilizia in sanità (Tuccio D’Urso) è perché ieri ci sono stati Raffaele Lombardo e Massimo Russo a preparare le carte della sanità di domani.

Ed in queto senso Il Dupiss non è solo la prova provata che anche in Sicilia, quando lo si vuole, si può fare un’ottima programmazione ma rappresenta anche una svolta metodologica in un settore sempre fortemente influenzato da fortissime pressioni politiche. Le scelte di politica sanitaria per la prima volta venivano scolpite in un documento programmatico di ampio respiro, frutto di un’attenta analisi contestuale e territoriale. Un cambio non da poco se ammettiamo che prima il criterio che andava per la maggiore era quello di assecondare i capricci del deputato di turno.  

Una stagione, quella del tandem Lombardo Russo che ha fatto ottenere alla Sicilia un altro traguardo che oggi si da quasi per scontato ma che allora ha rappresentato un vero è proprio miracolo. Grazie alla buona gestione l’Isola non fu più annoverata fra le “regioni canaglia” della spesa sanitaria, uscendo brillantemente fuori dal rischio di commissariamento che incombeva in quegli anni.

“Fai bene e scordati fai male e pensaci” recita un vecchio motto che calza a pennello nelle dinamiche della comunicazione politica. Nessuno, c’è da scommetterci, si ricorderà di “dare a Cesare quel che è di Cesare” quando sarà il momento di tagliare i nastri delle nuove opere. Ma per fortuna la verità non si può cancellare, solo insabbiare. Basta un soffio per rimetterla in evidenza.  

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