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Ponte sullo stretto, ok della Camera. Reina: “Bene, ma ora basta con le perdite di tempo”

Trecentodiciotto voti favorevoli, 17 astenuti, 54 contrari. Così in Parlamento accade la svolta storica, la stragrande maggioranza dei deputati dà il via libera all’ordine del giorno con il quale si impegna il governo a reperire nel Fondo complementare al Pnrr le risorse per la realizzazione del collegamento stabile nello Stretto. Sul tema del Ponte il governo ha rischiato addirittura la crisi, nel pomeriggio si è tenuto un lungo vertice di maggioranza, alla fine si è registrato l’isolamento del M5S e di Leu. Tutte le altre forze politiche hanno votato favorevolmente.

“Il progetto fin qui definito del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, meglio conosciuto come Ponte sullo Stretto di Messina, era già nella XVI legislatura una realtà munita di ogni occorrenza, progettuale e finanziaria, per essere realizzata – ricorda l’ex sottosegretario alle infrastrutture Giuseppe Maria Reina – La realizzazione delle opere necessarie, era stata già valutata sotto ogni profilo ed aveva ottenuto il riconoscimento del Cipe come opera perfettamente cantierabile. Sono molto perplesso sulla opportunità di andare incontro ad altre perdite di tempo con nuovi progetti che non vedo quali migliorie possano apportare, fatta esclusione solo per i necessari adeguamenti alla pregressa progettazione, resi inevitabili dal trascorrere del tempo.”

“L’ordine del giorno approvato dalla Camera, che saluto con soddisfazione – prosegue Reina – è certamente un passo importante ma potrebbe significare molto poco se si pretende di buttare a terra tutto e riprendere da capo. Basti pensare che già allora l’opera prevedeva un lasso di tempo non inferiore ai 6 – 8 anni per essere realizzata ed aveva avuto un excursus programmatico di diversi anni. Quindi se vogliamo realizzare il Ponte non ne dobbiamo più parlare ma bisogna solo agire. Il Ponte contribuirà in maniera enorme non solo al rilancio economico dell’Isola e del Mezzogiorno d’Italia ma anche alla risistemazione urbanistica di Messina e dell’hinterland e anche nel versante calabro

Ecco l’ordine del giorno approvato dalla Camera dei deputati:

A.C. 3166 ORDINE DEL GIORNO

La Camera premesso che:

il decreto legge in esame reca misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti;
il Fondo complementare è stato inserito dal Governo su richiesta di Forza Italia al Ministro dell’Economia e delle Finanze in occasione della sua audizione in Paramento e ciò sia per rendere coerente il PNRR a quanto fatto negli altri Paesi della Unione Europea, sia per consentirne una adeguata organicità propositiva evitando in tal modo il vincolo temporale del 2026 per alcune delle proposte contenute la finalità del PNRR è quella di rilanciare l’economia italiana, fortemente depressa dagli effetti prodotti dalla pandemia da COVID-19, tramite una serie di investimenti e politiche strutturali suddivise in sei macro missio
ni;

la finalità del piano complementare, di cui al presente decreto, è quella di garantire risorse aggiuntive per la realizzazione di ulteriori investimenti e misure che non potevano essere direttamente finanziabili con i fondi del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF);

l’articolo 4 del provvedimento in esame finanzia con una spesa complessiva di 9,4 miliardi di euro la realizzazione della linea ferroviaria AV/AC Salerno-Reggio Calabria e contestualmente si assicurano in Sicilia interventi per la realizzazione di una rete ferroviaria ad alta velocità Palermo – Messina . Catania; in tal modo si costruiscono le condizioni per un concreto e misurabile rilancio della offerta ferroviaria ma in modo incomprensibile questa azione annulla del tutto la caratteristica fondamentale richiesta proprio dalla Unione Europea e cioè la “organicità” della proposta: senza il Ponte sullo Stretto non solo viene meno la funzionalità e la efficienza del Corridoio comunitario delle Reti TEN – T ma, addirittura, si azzerano tutte le convenienze generate dalla realizzazione delle due tratte ad alta velocità in Sicilia e in Calabria il Ponte sullo Stretto può rappresentare una grandissima occasione di sviluppo per l’Italia e non solo per la Calabria e la Sicilia, permettendo tra l’altro di intercettare il traffico merci che, dal canale di Suez, oggi si dirige verso Gibilterra per puntare sui porti del Nord Europa, quando invece la Sicilia con il porto di Augusta collegato all’Alta velocità potrebbe rappresentare un hub strategico nel Mediterraneo e quindi per uno sviluppo di quei territori, del Mezzogiorno e per il Paese; senza il Ponte crolla automaticamente la convenienza logistica del sistema insulare e un simile danno produce un crollo annuale del PIL di oltre 6 miliardi di €. Un simile dato da solo denuncia la improcrastinabilità dell’opera;

l’assenza del Ponte, dopo l’inserimento del Fondo complementare, dopo cioè che si è voluto dare al PNRR una misurabile organicità e dopo che, come detto prima, sono venute meno clausole temporali sul completamento dell’opera, crea seri e motivati interrogativi sulla presenza di altri interventi privi di elaborati progettuali, privi di un avallo comunitario in quanto non inseriti nelle reti TEN – T, privi di organicità e, soprattutto, con avvio solo di lotti non funzionali l’opera del Ponte, di cui si dispone del progetto definitivo approvato, è ricompresa nel programma europeo delle reti Trans European Network (TEN-T). A tal proposito si ricorda che nel 2003, il Gruppo di Alto Livello per la rete di trasporto transeuropea (TEN-T) includeva il ponte sullo Stretto tra i 18 progetti prioritari a livello europeo da rendere operativi entro il 2020, e al dicembre dello stesso anno, il Consiglio dei ministri dei trasporti europei approvava la proposta della Commissione UE del 1° ottobre 2020 di revisione delle Reti TEN, che prevedeva anche la realizzazione del Ponte sullo Stretto;

la Conferenza delle regioni e delle province autonome, nell’approvare all’unanimità il documento sul Recovery Fund, ha espressamente indicato, tra le opere strategiche prioritarie, il ponte sullo stretto di Messina;

la Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei deputati, nel parere approvato al presente decreto legge ha inserito una specifica osservazione nella quale, tra l’altro, si chiede al governo di individuare adeguate risorse finanziarie per la realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina come collegamento stabile, viario e ferroviario;
Impegna il governo ad adottare le opportune iniziative al fine di individuare le risorse necessarie per realizzare un collegamento stabile, veloce e sostenibile dello Stretto di Messina estendendo, così, la rete dell’alta velocità fino alla Sicilia.

PRESTIGIACOMO, SIRACUSANO, BARTOLOZZI, PELLA, CANNIZZARO, D’ATTIS, MANDELLI, PAOLO RUSSO, PAGANO Alessandro, MOLINARI, CECCHETTI, COIN, PAROLO, ZICCHIERI, CAPITANIO, ANDREUZZA, BADOLE, BASINI, BAZZARO, BELLACHIOMA, BELOTTI, BENVENUTO BIANCHI BILLI BINELLI BISA BITONCI BOLDI BONIARDI BORDONALI BORGHI BUBISUTTI CAFFARATTO CANTALAMESSA CAPARVI CARRARA CASTIELLO CATTOI CAVANDOLI CENTEMERO CESTARI COLLA COLMELLERE COMAROLI COMENCINI COVOLO CRIPPA DARA DE ANGELIS DE MARTINI D’ERAMO DI MURO DI SAN MARTINO LORENZATO DI IVREA DONINA FANTUZ FERRARI Roberto Paolo FIORINI FOGLIANI FONTANA FORMENTINI FOSCOLO FRASSINI FURGIUELE GASTALDI GAVA GERARDI GERMANA’ GIACCONE GIACOMETTI GIGLIO VIGNA GOBBATO GOLINELLI GUSMEROLI IEZZI INVERNIZZI LAZZARINI LEGNAIOLI LIUNI LORENZONI LOSS LUCCHINI MACCANTI MAGGIONI MANZATO MARCHETTI Riccardo Augusto, MARIANI MATURI MICHELI MINARDO MORRONE MURELLI PANIZZUT PAOLIN PAOLINI PATASSINI PATELLI PATERNOSTER PETTAZZI PIASTRA PICCOLO POTENTI PRETTO RACCHELLA RAVETTO RAFFAELLI RIBOLLA RIXI SALTAMARTINI SNIDER STEFANI SUTTO TARANTINO TATEO TIRAMANI TOCCALINI TOMASI TOMBOLATO TONELLI TURRI VALBUSA VALLOTTO VIVIANI VOLPI ZANELLA ZENNARO ZIELLO Edoardo ZOFFILI ZORDAN, BRUNO BOSSIO, NAVARRA, TRIZZINO

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