Pino Aprile

Capolinea Italia, “O diventa equa o non sarà più una”

Intervista esclusiva de “Lo Stuzzicamenti” a Pino Aprile. Il famoso giornalista e scrittore boccia il governo Draghi: “sta derubando il Sud”

Il Recovery Fund, Fondo di recupero, è uno strumento richiesto dall’Italia per poter arginare i danni fatti dall’arrivo del Coronavirus, che ha costretto l’Europa a cercare una strategia condivisa.

Delle somme previste per il Mezzogiorno, già in crisi prima dell’arrivo del virus, si è molto discusso. Mara Carfagna, ministro per il Sud e la coesione territoriale, a chi ha parlato di “Scippo al Sud”, durante un’intervista ha detto che è stata fatta una “scelta di concretezza”, destinando quindi al Sud “quei soldi che riteniamo il Sud sia in grado di spendere nel giro di 5 anni”.

Si parla, dice il ministro, di 82 miliardi di euro, e se venissero date più risorse, il Sud – come il Nord e il Centro Nord – potrebbe non riuscire a spenderle entro i 5 anni di tempo.  

Abbiamo voluto chiedere un parere sull’argomento a una delle voci più importanti per il Mezzogiorno, Pino Aprile.

Aprile nasce a Gioia del Colle, in Puglia, e cresce a Taranto. È uno scrittore, un giornalista – ha lavorato in Rai, successivamente ha lavorato anche per la “Gazzetta del Mezzogiorno”, “Oggi” e “Gente”, di questi ultimi due è stato vicedirettore e direttore – e un viaggiatore, per mestiere e per passione.

In vista di questa “divisione dei pani e dei pesci”, dovuta al Recovery Fund, lei che cosa ne pensa?

Il dato di fatto è questo: l’adozione dei criteri europei per la ripartizione delle risorse, porterebbe in Italia a destinare al sud il 70 per cento di quei soldi. Quei criteri, che l’Europa ha applicato, vengono rifiutati dall’Italia. Con mille scuse, perché sono una banda di ladri. E, tecnicamente, è questo il dato di fatto. La ministra Carfagna ha spiegato che è stata brava a ottenere che al Sud vada il 40 per cento di questi soldi, ma non sarà mai davvero il 40 per cento. Perché, per arrivare a quella cifra, hanno sommato risorse già destinate al sud senza il Recovery Fund.

È il trucco delle tre carte. Ci dicono che non viene dato di più al Sud, perché il Sud non saprebbe spendere più soldi. Perché darglieli se non li sa spendere? Dimenticano di dire che non è che il Sud non sa spendere, ma che lo Stato delude i Comuni del Sud. In base allo scempio della costituzione, le norme prevedono che al sud vada una somma, che deriva dalle regole, dettate a loro volta da norme costituzionali. Falsificando i dati dal 2015, ai Comuni del Sud viene sottratta più della metà della somma che gli spetta. Così loro, già più poveri, non sono in grado di dotarsi di studi di progettazione degli enti e del personale, di tecnici per una amministrazione di fondi speciali, non sono neanche in grado di garantire il minimo dei diritti, come la pulizia delle strade o gli asili nido. Lo stato deve restituire ai comuni del Sud i soldi che gli ruba, tant’è che un centinaio di comuni hanno fatto causa allo stato e l’hanno anche vinta. Lo stato ha così dovuto restituire i soldi rubati, anche se ovviamente non li ha restituiti tutti. Facciamo in modo che lo stato restituisca i soldi rubati e aiutiamo gli enti locali meno apprezzati per fare progetti e intercettare e spendere fondi Europei. È come la barzelletta su Ratzinger: Il santo Padre va in Africa e lì gli viene detto che i bambini non mangiano. “Non mangiano?” chiede Ratzinger, “Allora a letto senza cena!”. Non aiutano chi hanno derubato a mettersi al passo, usando la scusa che il Sud non sa tenere la “stessa velocità” del Nord, e non dicono che il motivo è che ci hanno rubato le scarpe. È in corso la più feroce rapina mai compiuta ai danni del Sud e a farlo è il ministero del Mezzogiorno.

E del famoso Ponte sullo Stretto, ormai quasi una creatura mitologica o un oggetto mistico come il Vello d’oro, lei cosa pensa? Perché c’è chi sostiene che già anni fa Berlusconi aveva tutti i piani pronti per farlo realizzare e che poi sia stato “fatto saltare” il piano.

Ci prendono in giro. Se si facesse il ponte, che l’Europa ci chiede dal 1976, non sarebbe conveniente per il Nord. Sarebbe l’opera principe del corridoio HELSINKI-MALTA, che l’Europa chiede, ribadisco, dal 76. Se questo avvenisse – se il ponte venisse costruito – il Sud potrebbe fare concorrenza al Nord. La Sicilia è l’unica isola al mondo con una popolazione che supera i 100mila abitanti senza collegamenti stabili con la terraferma. Il ponte obbligherebbe a fare anche l’alta velocità, autostrade mancanti, consentirebbe un abbattimento delle spese di trasporto delle merci, e questo il Nord non lo vuole e ha alleata la Mafia in questo, nemica del sud e a servizio dei colonizzatori.

Come accennato, Pino Aprile è uno scrittore prolifico. Tra i suoi titoli più famosi troviamo: “Terroni”, una “rilettura non fiabesca dell’Unità d’Italia e della questione meridionale”, per il quale ha vinto nel 2011 il premio “Uomo dell’anno” a New York; “Giù al Sud”, che è riuscito quasi ad eguagliare il successo del suo predecessore, “Mai più Terroni” e “Il Sud puzza”.

Quest’ultimo titolo, ovviamente provocatorio, resta particolarmente impresso. In molti hanno chiesto di cosa puzzasse esattamente il Sud e qualcuno di cosa profumasse. Ma questa puzza è davvero nostra, dei famosi Terroni? E quanta colpa hanno i Terroni di puzzare?

Io sono Tarantino. Vivevo nel quartiere di Taranto la cui area era ritenuta pulita e fine perché c’era il sanatorio per i tubercolotici. A Taranto, città a 15metri sul mare, una città quasi sottomarina, il mio quartiere, i Tamburi, era a circa 35metri sul mare. Siamo i Valdostani dello Ionio, al punto che uno dei miei compagni di giochi, nella piazzetta delle case popolari in cui sono cresciuto, divenne generale degli alpini. Ad ogni modo, a Taranto hanno costruito uno stabilimento siderurgico praticamente dentro le case. Da casa mia, attraversavi la strada ed entravi nello stabilimento. A Taranto la pizza la senti a distanza di decine di chilometri. Non solo, ormai si sa che la lavorazione da caldo dell’acciaio genera fumi e sostanze tossiche, che uccidono gli esseri umani, o sarebbe meglio dire anche gli esseri umani. Per rispettare le norme sul diritto alla salute e alla vita degli italiani, ottime norme sancite dalla costituzione e dalle leggi, a Genova hanno chiuso la lavorazione a caldo dell’acciaio e così anche a Trieste, e le hanno spostate a Taranto. I Genovesi vanno salvati, i Triestini pure e i Tarantini vanno ammazzati. Questa è la puzza. La puzza del Sud è puzza di razzismo da parte di un paese chiamato Italia.

Lo stabilimento è quello dell’Ilva, e la decisione di costruirlo proprio a Taranto fu presa nel 1959. Fu Inaugurato il 10 aprile del 1965, dal presidente della Repubblica Italiana, ai tempi, Giuseppe Saragat.

Il Sud, continua Aprile, si è ribellato tante volte e la sua ribellione è stata soffocata. Questa acquiescenza è dovuta anche al fatto che il Sud non sa quello che gli fanno, perché la comunicazione nazionale è antimeridionale. Non è una mia opinione, c’è uno studio fatto da due sociologi, Valentina Cremonesini e Stefano Cristante, che si chiama “La parte cattiva dell’Italia. Sud, media e immaginario collettivo” – edito da Mimesis -. Loro hanno monitorato le informazioni date dalla Tv di Stato per 30anni e ne è venuto fuori che la Rai, appunto Tv di Stato, dedica al sud solo il 9 per cento del tempo, e in questo 9 per cento il 90 per cento sono notizie sulla Mafia e sulla malasanità. Se ti dicono per tutta la vita che i meridionali sono ladri e mafiosi, e te lo dicono al tg e alla tv di Stato, alla fine tu ci credi.

Quello che non viene di certo detto dalla Tv di stato è che il Sud genera sì orrori e mostri, ma ha generato anche tanti eroi, almeno in passato. Al giorno d’oggi, con la disillusione che sembra regnare sovrana, è impossibile che torni un “tempo per gli eroi”?

No, è vero il contrario. Sono sempre di più e sono sempre più consapevoli e insofferenti al razzismo. Io credo che le cose stiano cambiando e anche abbastanza velocemente ed è questo che preoccupa i poteri razzisti che governano l’Italia. È sempre più diffusa la consapevolezza che se il treno non arriva a Matera, non è perché non si può fare ma perché non vogliono farlo. Se vedono il ministero delle colonie derubare il Sud della quota che gli spetta dei fondi europei, la gente oggi ha dei mezzi di comunicazione che loro non possono controllare, o non più di tanto, e quindi lo sanno e lo capiscono. Se vedono dei mafiosi che sono trattati come “grandi imprenditori” al nord, perché portano i soldi, fregandosene del fatto che quei soldi siano sporchi di sangue, le persone si incazzano! Se vedono che ancora ci prendono in giro con il ponte, mentre al nord costruiscono gallerie che crollano mentre ancora in costruzione, e c’è un’alta velocità che costa sei o sette volte in più che nel resto del mondo, le persone si incazzano!

E cosa pensare del governo Draghi, come sta affrontando la questione del Mezzogiorno?

Non la sta affrontando. Sta derubando il Mezzogiorno, come tutti gli altri. sono così sicuri ed educati nel pensarlo, quasi inconsapevolmente, che il Sud sia un posto di ladri dove arrivano tanti soldi “sottratti agli onesti e laboriosi lombardi e veneti che mantengono il Sud”. Ma è vero il contrario, perché il Nord vive alle spalle del Sud, e poi si meravigliano se gli si dice o gli si dimostra il contrario. Dicono che no, non è così, e quando gli si mostrano dei dati, delle statistiche, dicono: “Chissà come sono state fatte queste statistiche!” il pregiudizio è più forte di ogni dimostrazione.

Ma non si torna indietro. Adesso l’Italia o si spacca o rimane unita. Siamo arrivati al capolinea.

O l’Italia diventa equa o non sarà più Una.

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