Roberto Di Mauro

Presente e futuro degli autonomisti siciliani. Parla Roberto Di Mauro

Il 2022 sarà un anno politicamente incandescente in Sicilia. Manca poco ormai alle elezioni amministrative che chiameranno al voto grandi città, fra cui Palermo. Poi sarà la volta delle elezioni regionali. Il quadro politico che nel 2017 ha portato alla vittoria il centrodestra non ha subito particolari stravolgimenti. Ma il clima comincia a riscaldarsi. Qualcosa sta cambiando e qualcos’altro potrebbe cambiare. Cosa succede allora in casa degli autonomisti siciliani, protagonisti 4 anni fa di uno straordinario successo con la lista Idea Sicilia? Lo abbiamo chiesto al vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Roberto Di Mauro.

Onorevole Di Mauro, qualche tempo fa, attraverso gli organi di stampa lei invitò il presidente Musumeci ad intensificare il dialogo con i partiti. L’appello è stato ascoltato?

In realtà non lo definirei un appello. Era solo una richiesta di buon senso, non certo un atto di accusa. Occorre intensificare e migliorare i rapporti all’interno della coalizione che lo ha eletto e continua convintamente a sostenerlo. A dire il vero in questo periodo il presidente è stato molto affaccendato. Costretto ad un superlavoro per via dell’interim assunto all’assessorato alla Sanità. L’altro Ieri abbiamo appreso che è stato rinominato l’assessore Razza. Quindi confido nel fatto che ora Musumeci potrà accogliere pienamente il mio benevolo suggerimento.

A proposito, qual è la sua opinione sul ritorno di Ruggero Razza?

Io lo considero un fatto scontato perché, diciamolo chiaramente, sul piano politico non c’è nessun rilievo da sollevare rispetto alla sua azione. Anzi, i dati della Sicilia, nelle attività di contrasto alla pandemia, sono stati quasi sempre fra i migliori in Italia. C’era una questione soggettiva. Se ora Ruggero Razza ritiene che ci siano lei condizioni di assoluta serenità per riprendere il suo lavoro noi siamo ben contenti.

Quindi il Movimento per la Nuova Autonomia, nella diatriba sul ritorno di Razza si è espresso con un si?

In realtà non c’è stato un tavolo di confronto politico sul Razza si Razza no, non ce n’era alcun bisogno. La vicenda delle sue dimissioni e del suo ritorno in giunta nasce e si conclude all’interno di un rapporto di carattere personale e fiduciario tra Razza e Musumeci, il quale non ha mai taciuto l’idea di farlo tornare.

Intanto si avvicinano le elezioni amministrative, poi sarà la volta delle regionali. Come lavora il Movimento in vista di un 2022 che si annuncia molto impegnativo.

Si voterà in città molto importanti, Palermo prima fra tutte, ma anche Alcamo, Caltagirone. Io solleciterei un confronto sereno fra le forze politiche del centro destra

Centro destra quindi. E l’idea del grande centro?

L’idea del grande centro è una opportunità, ed indubbiamente qualcosa di concreto si sta muovendo in Sicilia. Il “patto dei paccheri” mi pare lo abbiamo definito. Non si può negare però che ci sono difficoltà a mettere insieme esperienze e storie diverse. C’è chi da tempo è abituato ad orbitare intorno all’area di influenza del centro destra e chi invece è stato sempre con il centro sinistra. C’è un partito con esponenti importanti in Sicilia, come Italia Viva, che sembra vivere con difficoltà, a livello nazionale, il rapporto con il centro sinistra, proprio per una certa insofferenza verso il partito democratico. Insomma, forse il pacchero è in pentola, ma deve ancora cuocere.

E voi?

Il nostro è un movimento nuovo, in crescita, che sicuramente affonda le sue radici nell’esperienza autonomista che ha avuto la sua massima espressione con l’elezione a presidente della Regione di Raffaele Lombardo. Adesso lui ha fatto un passo indietro, in considerazione anche alla sua vicenda processuale. Questo non significa che non disdegni qualche buon consiglio, ma è chiaro che è giunto il tempo di trovare la nostra strada. Fino ad ora abbiamo fatto tesoro delle esperienze civiche che tante soddisfazioni ci hanno dato alle ultime amministrative. Ad Agrigento, ad esempio, dove con 3 liste civiche abbiamo ottenuto il 30% ed eletto un nostro sindaco. Ma decisamente positive sono state anche le esperienze civiche portate avanti ad Enna e Marsala. Dove ci siamo presentati abbiamo vinto e stiamo amministrando bene. Ora è tempo di una costituente!

Ed il patto con la Lega?

Il patto con la Lega è stato sottoscritto da me sottoscritto, ma è frutto di una sintesi concordata da un gruppo compatto di promotori, fra i quali figurano tutti i nostri deputati regionali, l’assessore Scavone e tanti altri esponenti che hanno riconosciuto in questo percorso un tratto di continuità e coerenza con l’alleanza già fatta diversi anni fa. I rapporti sono ottimi e presto, probabilmente entro la fine del mese, il nostro comitato promotore farà un incontro con la direzione regionale della Lega Sicilia per individuare gli aspetti programmatici e strategici necessari a rilanciare un percorso comune in sede nazionale e regionale.

Quindi pensate a delle liste uniche?

A livello nazionale si, a livello comunale e regionale no. Ma comunque ogni decisione va rimessa all’Assemblea costituente.

C’è già una data?

Non ancora, penso comunque che vada fatta entro la fine di settembre. E’ chiaro che un appuntamento importante come questo va preparato bene, ed è proprio in questo senso che va inquadrato il lavoro che sta facendo in questo periodo il nostro comitato promotore. Abbiamo la responsabilità di sottoporre alla nostra classe dirigente una proposta seria e ben costruita, sulla quale ovviamente si dovrà aprire un dialogo che porti ad una soluzione condivisa da tutti. Ma è chiaro che non si può arrivare all’approvazione di uno statuto a briglie sciolte. Certamente, ad esempio, nello Statuto che saremo chiamati ad approvare non potrà non essere previsto un accordo federativo con un movimento politico di caratura nazionale.

 E’ di pochi giorni fa la dichiarazione di Musumeci sulla sua ricandidatura. Una fuga in avanti?

Guardi, non mi sento di contestare una sua ovvia richiesta. E’ vero che in campagna elettorale aveva detto altro. Ma non spacchiamo il capello in quattro. Del resto non vedo altri possibili contendenti in questo momento nell’ambito del centro destra. Quello che conta davvero per noi autonomisti è avere in Sicilia un governo forte ed autonomo rispetto alle dinamiche politiche nazionali. Quindi bisogna tentare di allargare la coalizione e cercare di ottenere il risultato migliore. Ma è ancora presto per ragionare di queste cose. Penso che entro marzo o aprile dell’anno prossimo il quadro politico sarà più maturo per fare le scelte giuste.

Quali sono per il Movimento nuova autonomia le priorità per la Sicilia?

Innanzitutto c’è da risolvere al più presto il primo problema del bilancio. Ogni giorno sputano nuovi debiti che ingessano la capacità di spesa della Regione. Occorre fare un patto forte con Roma, un programma decennale per uscire fuori dai conti in rosso. Altrimenti è tutto inutile. Perché tutto poi si ribalta sui Comuni che giustamente protestano. Dai 940 milioni di trasferimenti regionali del 2012 siamo passati ai 350 milioni di quest’anno. Così è impossibile amministrare e non si fa altro che alimentare la sfiducia nei confronti della politica. Poi c’è il tema della fiscalità di vantaggio. Senza un intervento deciso in questo senso la Sicilia non riuscirà mai a mettere a valore le sue vocazioni naturali, che sono soprattutto il turismo, il commercio, l’agricoltura. La Sicilia deve essere messa nelle condizioni di poter competere con i mercati emergenti dell’africa nel nord e per far questo bisogna agire sulla politica dei prezzi. Aiutare in questo senso le nostre imprese è decisivo. Poi c’è la partita delle infrastrutture e la nostra storica battaglia per il Ponte sullo Stretto. Non si tratta di una battaglia ideologica ma del presupposto per realizzare tutte le altre infrastrutture che servono allo sviluppo economico della Sicilia, da quelle portuali a quelle ferroviarie a quelle stradali.

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One thought on “Presente e futuro degli autonomisti siciliani. Parla Roberto Di Mauro

  1. On.le Di Mauro. Gradirei avere un suo illustre parere in ordine a future alleanze tra partiti in vista delle prossime elezioni regionali. Lei pensa che con la Lega che si sta spostando un po al centro dello schieramento politico nazionale distanziandosi dalla Meloni e con Italia Viva che cerca una collocazione centrista e non anche con Forza Italia, il Movimento Autonomista da Lei oramai ampiamente rappresentato possano costituire assieme un patto federativo che abbia come elemento essenziale lo sviluppo della Sicilia che possa essere volano per l’espansione della economia isolana verso i paesi dell’area africana favorendone così il ritorno turistico verso la nostra terra che va, comunque, attenzionato. Grazie.

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