filippo privitera

Otto anni con la fascia tricolore, Privitera racconta la difficoltà di essere sindaco

Il trentanovenne, primo cittadino di Camporotondo Etneo, parla ai giovani e ai giovanissimi del difficile mestiere di sindaco

Già con la semplice parola “futuro”, in questo periodo soprattutto, si dà il via a riflessioni molto più ampie. Filippo Privitera, nato a Catania nell’82, è stato riconfermato sindaco di Caporotondo Etneo nel giugno del 2018, e si è trovato a fare uno dei lavori più difficili in uno dei momenti più difficili.

“Ho iniziato come consigliere comunale in un periodo in cui ancora non si vedeva il declino che ci ha portato a oggi. Quest’anno – il covid – ha certificato qualcosa”, dice il primo cittadino. “Qualcosa che non andava già bene. Abbiamo avuto pochi mezzi e abbiamo affrontato il momento peggiore e lo abbiamo fatto in prima persona, tutti i sindaci. Da 100 anni non c’era una pandemia come questa e noi l’abbiamo affrontata senza soldi e senza poteri. Il sindaco non può fare attività di gestione, eppure ha tutte le responsabilità, come se potesse. Senza soldi, senza regole e senza forze”.

Quella del sindaco, dice Privitera, è una “gran mala vita”, ma lo si fa per passione, lo si fa per rendere la propria città un posto migliore.

Caporotondo è stato definito il comune più giovane della Sicilia, con una età media di 36,9 anni e ha questo primato dal 2011. A ben guardare, nel 1981 il comune di Camporotondo Etneo contava meno di mille abitanti. Ma, grazie alla costruzione di un gran numero di abitazioni e grazie anche ai prezzi molto più bassi rispetto a quelli che si trovavano vicino la città, molte giovani coppie sono “migrate” a Camporotondo.

Con il comune, anche la sua amministrazione è giovane. Questo primato resterà invariato perché, come ci dice il sindaco: “Il consiglio comunale ha unito maggioranza e minoranza e siamo tutti – o quasi – tra i 30 anni e i 40. È un peccato, però, che non vediamo ancora emergere le prime leve”.

Quello che sembra mancare in un comune giovane è proprio il coinvolgimento dei giovanissimi, le nuove generazioni.

“Il mio predecessore vedeva già i ventenni che gli volevano togliere la sedia, io purtroppo non li vedo. Le nuove generazioni hanno sfiducia nella politica. I giovani di oggi, che sono partiti a 20 o a 25 anni, si troveranno costretti a impegnarsi, seminando ogni giorno una passione complicata”.

Filippo Privitera, nei suoi anni da sindaco, si è battuto per rendere Caporotondo Etneo una città al passo con i tempi, con iniziative legate anche all’ambiente e alla sua salvaguardia.

“Abbiamo fatto molto, moto di più di quello che avevamo in programma di fare. Ci sono ancora progetti da completare, ovviamente, perché solo adesso si stanno concretizzando progetti che sono partiti anni fa, come l’isola ecologica che verrà realizzata a settembre”.

Resta molto altro da fare, non si finisce mai, ma in un “paese piccolo” quando riesci a cambiare qualcosa si vede. “Basta impegnarsi, è quello che provo a trasmettere ai -più – giovani, perché essere sindaco è come essere un agricoltore. Bisogna seminare e seminare bene”.

Purtroppo, al giorno d’oggi, il mestiere del sindaco è stato fiaccato dalla stampa, che spesso dipinge questa come una posizione privilegiata, comoda.

“Si pensa sempre che il sindaco sia il primo a rubare. Il sindaco non è di certo ricco, come dimostrano le mie dichiarazioni dei redditi, che sono pubbliche. Nonostante tutto, quando un domani non sarò più sindaco, se mi chiedessero di fare il volontario lo farei immediatamente”.

Un mestiere ingrato, certo, ma anche un mestiere che può dare soddisfazioni, soprattutto se si ha la “vocazione”, se lo si fa per amore.

Il 2022 sarà un anno per i giovani, probabilmente non per i giovanissimi che, forse per paura o forse per disillusione, non scendono in politica.

L’eredità che voglio lasciare è questa: chiunque, nell’amministrazione, deve voler soddisfare le necessità di tutti. Ci sono molti giovani che potrebbero farlo. Poco cambia chi sarà il sindaco, lui o lei. Quando vedrò impegno, sarò dalla vostra parte” dice Privitera, in un piccolo appello lanciato dal sindaco per le generazioni dei giovani e, soprattutto, dei giovanissimi.

Ancora non sono stati fatti nomi, non è emerso nessuno, forse anche per rispetto all’attuale sindaco. “Siamo tutti un po’ vanesi, quindi avere un altro tra i piedi potrebbe togliermi l’ultimo periodo di gioia” conclude scherzosamente Privitera.

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