via carini palermo

di Angelo Aliquò

Negli anni ’80 crescevamo così a Palermo, tra il sole e il sudore della corsa nei campi di calcio. Tra la scuola, le preghiere dei pomeriggi in parrocchia, la polvere dei campi di calcio dove l’erba era solo un sogno, le urla e i rimproveri ognuno della propria madre, le sirene delle volanti, la violenza della confusione e le deboli proteste di una città scandalizzata un pò per finta ma realmente malata di connivenza. E vedevo, vedevamo noi tutti, i ragazzini di Palermo, lapidi e morti ammazzati.

Se ci chiedevano una indicazione per raggiungere un luogo, rispondevamo non con i nomi delle strade o gli incroci. No. Noi rispondevamo: “Vai dove hanno ammazzato il giudice Tizio, poi gira per dove hanno ammazzato il poliziotto Caio e arrivi dove hanno trovato il corpo di quell’altro”. Il bar Costa non era in via D’Annunzio, no; era dove hanno ammazzato Libero Grassi e il Bar Lux era quello dove hanno ammazzato Boris Giuliano, il capo della squadra mobile. Piazza Scaffa era quella della strage della stalla e viale Lazio quella della strage nel garage.
E via Isidoro Carini, quella dell’omicidio di Dalla Chiesa. “Ma via Libertà dove? Lato omicidio Mattarella o lato omicidio Agente Zucchetto?”

Me ne sono accorto un giorno d’inverno. Mi sono accorto di questa barbarie di questa maledetta città quando ho sentito due adulti chiedere indicazioni su una strada e ho sentito la risposta di un negoziante: «Di Palermo siete? Avete presente dove hanno ammazzato “u picciriddu”? Lì davanti è il negozio che cercate». Quel “picciriddo” aveva un nome, si chiamava Claudio Domino. E magari i mafiosi si dissociarono e fecero ammazzare il killer. Tale Graffagnino, un cane sciolto, un tossicodipendente che fece scoprire che esisteva “l’omicidio pedagogico”; così scrissero sui giornali. Si, perché a Palermo, prima ci si indigna, poi addirittura si ironizza e poi ci si abitua fino a dimenticare. Fino a dimenticare, si. Si dimentica. A Palermo ci si abituava anche a questo. E si trasforma la cattiveria allo stato puro in indicazione stradale. Aspettando che tutto passi.

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