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Verso il 23 Maggio. Martelli: “Falcone, gli attacchi di Orlando ed il giusto utilizzo degli avvisi di garanzia”

L’ex ministro Claudio Martelli ha parlato del suo rapporto con il giudice Falcone nel corso della trasmissione Casa Minutella su Blog Sicilia

“Il giudice Falcone stava indagando sulle grandi commesse degli appalti palermitani e s’imbatté su uomini e aziende connessi a Vito Ciancimino, l’autore principale del sacco di Palermo, più volte indagato. Falcone non si spiegava perché, a un certo punto, il sindaco Leoluca Orlando, con cui aveva buoni rapporti, si scagliò contro di lui, lo denunciò al Consiglio superiore della magistratura, accusandolo di tenere nascosti nei cassetti della Procura i nomi dei mandanti politici dei grandi delitti di mafia, ovvero Giulio Andreotti. I magistrati chiesero a Falcone il perché di quell’accanimento e il giudice pensava che, forse, la ragione stava nell’avere cominciato a indagare sugli appalti di Palermo, scoprendo che, anche con Orlando, Ciancimino continuava a imperare su di essi”.

Lo ha detto l’ex ministro Claudio Martelli nel corso della trasmissione Casa Minutella su Blog Sicilia. “Falcone dovette spiegare – ha aggiunto – anche i suoi metodi investigativi, tra cui la ragione per cui non inviava avvisi di garanzia. Non li usava come forma di minaccia ma solo contro qualche ragionevole sospettato, non a casaccio tanto per lordare o sfregiare qualcuno”. Martelli ha anche spiegato il motivo per cui, nel 1993, decise di dimettersi: “Mi sentivo inutile, attaccato anche dal segretario del partito a cui avevo dato le mie capacità migliori”. (ANSA).

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