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Figli e Figliastri della Regione Sicilia: il settore dimenticato delle discoteche

In questa estate 2021 “I giovani si divertiranno nell’illegalità e nel pericolo” afferma il vicepresidente della Asso Intrattenimento

Da Marzo 2020 sono molti, se non tutti, i settori in crisi a causa della pandemia.

Di alcuni si parla spesso, come della scuola o dei ristoranti, di altri ci si ricorda solo in alcuni casi, come per i musei o i cinema, ma di altri quasi non si parla, come nel caso delle discoteche.

“Il 2020 è stato devastante per il turismo a livello internazionale. In Sicilia stiamo portando avanti con successo i bandi del progetto See Sicily, che durerà fino al 2023 e che ha un plafond di 75 milioni di euro. Abbiamo coinvolto tutta la filiera del turismo: il settore ricettivo come hotel, b&b, agenzie di viaggio e tour operator, guide turistiche, subacquee e alpine, diving e accompagnatori, compagnie aeree con i voucher-sconti” queste parole sono dell’assessore per il turismo Manlio Messina, e risalgono al mese di Aprile del 2021.

L’assessore, durante la stessa intervista riportata sul sito Il giornale dell’arte, continua così: “Abbiamo stanziato come detto 75 milioni per il progetto See Sicily, 5 milioni per il fondo mancato sbigliettamento cinema, parchi acquatici e, ancora, 4,5 milioni per iniziative sul turismo ed eventi, 8 milioni per lo sport di base e di eccellenza (leggi 8 e 31), 9 milioni per i contributi per il fondo unico per lo spettacolo, 5 milioni di fondi straordinari per la riduzione dei posti nei teatri”.

Quello che non viene fuori dalle parole dell’assessore, e che i gestori dei locali nonché i dipendenti sottolineano con veemenza, è che le discoteche non sono state considerate in questa distribuzione di – meritati – fondi destinati alle attività in difficoltà.

Le discoteche e i locali di intrattenimento sono le uniche categorie chiuse per decreto ben 15 mesi fa, fatta eccezione per un breve spiraglio durante l’estate del 2020, in cui i gestori dei locali notturni hanno potuto riaprire seguendo delle rigide linee guida.

“Ad agosto 2020 c’è stato detto di chiudere, perché il governo centrale non voleva le discoteche aperte, ma ci era stato promesso un aiuto del 30% sul fatturato dell’anno prima. A oggi, questo aiuto, non è ancora arrivato e siamo alla nuova stagione estiva” ci dice con tono amaro Enzo Aronica, proprietario del Banacher, storico locale notturno del Catanese. “L’anno scorso abbiamo fatto quello che ci veniva chiesto a regola d’arte”, continua Aronica, “Quest’anno non ci danno neanche quelle. Se non ci vogliono far lavorare, che almeno ci diano aiuti per pagare l’Imu e le utenze, che ci arrivino anche a noi i fondi per il mancato sbigliettamento come è stato concesso ai cinema o a Etnaland”.

Infatti, anche Gabriele D’Ambra -vicepresidente di Asso Intrattenimento– ci conferma che nel 2020 la struttura di Etnaland non è stata aperta durante l’estate, e nel 2021 ha preso un finanziamento superiore al milione di euro per mancato sbigliettamento. “Etnaland, come noi”, ha detto d’Ambra, “Ha un affitto e dei contratti luce” quindi è comprensibile che abbia avuto degli aiuti così sostanziosi, ma come mai allora questi aiuti sono stati dati anche a chi organizza eventi e non ha alcune di queste spese, chiedono i gestori delle discoteche?

Ci sono figli e figliastri” conferma Aronica. “Anziché dare il 30% a pochi, perché non dare il 10% a più?”.

Agli esponenti del settore, infatti, non è stato neanche concessa la possibilità di “reinventarsi”, come molti altri locali invece hanno potuto fare e, quando sono state chieste delle risposte, queste non sono mai arrivate.

“Sappiamo bene che nei locali al chiuso può verificarsi un assembramento” dice Gabriele d’Ambra. “Resta la domanda: perché nella regione siciliana una categoria come la nostra, della macro area del pubblico spettacolo, non viene tutelata dall’assessorato turismo e spettacolo?”

Con il decreto Ristori erano stati stanziati 6,2 miliardi di euro, un decreto che supponeva un indennizzo pari al 10% del calo registrato nel fatturato e che vedeva l’ammontare del bonus andare dal 100% al 400%. Dai dati che erano sati divulgati a novembre 2020, secondo le stime pubblicate dal Ministero dell’economia circa le somme che sarebbero state riconosciute alle imprese sotto forma di contributi a fondo perduto, c’erano dagli 11mila ai 50mila euro per le discoteche.

Quasi arrivati a Giugno 2021, le discoteche ancora non hanno una data per una possibile riapertura, non hanno ricevuto alcun aiuto per l’anno 2020 e aspettano risposte per il 2021.

“Si parla di aperture di prova, ma lo dicono dei sindaci che non hanno alcun potere in questi casi. Non chiediamo di aprire adesso, ma almeno di non morire nell’attesa” sottolinea D’Ambra. “Avete presente quando, camminando per strada ci sono persone che fingono di non vedere i clochard? Ecco, noi siamo i clochard dell’economia italiana” continua il vicepresidente di Asso Intrattenimento. “Se una discoteca chiude viene aperta una discoteca abusiva dalla criminalità organizzata. Lancio un grido d’appello a chi governa: con la nostra morte i giovani si divertiranno nell’illegalità e nel pericolo. Spero ne siate consapevoli”.

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