rosario livatino kiler gaetano puzzangaro

La lettera del killer pentito: “La mia vita esempio di fallimento”

Nel lungo lavoro legato alla causa di beatificazione del giudice Rosario Livatino, il postulatore Giuseppe Livatino ha incontrato, il 3 maggio 2016 nel carcere di Opera, il killer pentito Gaetano Puzzangaro, che sta scontando l’ergastolo proprio per aver partecipato, a soli 22 anni, all’omicidio del giudice. Puzzangaro dal 1998 ha iniziato un percorso spirituale, accompagnato dal cappellano del carcere, don Antonio Loi, e da altre persone. Puzzangaro ha accettato di testimoniare nel processo di canonizzazione “perché era doveroso – racconta nell’intervista a Fabio Marchese Ragona di Panorama del dicembre 2017 − Oggi mi farei ammazzare piuttosto che rifare ciò che gli ho fatto! E lo prego ogni domenica a Messa. Il mio più grande rimorso? Non aver avuto il coraggio di chiedere scusa ai suoi genitori”.

La lettera del pentito ai giovani di Palma di Montechiaro

In un incontro definito dal delegato monsignor Apeciti “intenso, profondo e toccante” il pentito, il 25 luglio 2017, ha testimoniato per la causa di beatificazione. La testimonianza di Puzzangaro è stata importante per il processo diocesano – ha spiegato poi il giudice delegato, don Lillo Argento – è stato disponibile a farsi ascoltare. Le sue parole si affiancano a quelle di tutti gli altri “testimoni”. Ma io la definirei una ‘pietra miliare’ di questo processo di canonizzazione”. il 21 settembre 2017, una sua lettera dal carcere è stata letta durante la cerimonia pubblica di commemorazione del giudice Livatino, che si è svolta a Palma di Montechiaro, la città d’origine dei killer di Livatino, tutti ventenni al momento dell’omicidio, Palma di Montechiaro. “Gli errori, anche i più atroci, vanno riconosciuti – scrive Puzzangaro – anche se recano un dolore che dilania e descrivono il fallimento di una vita: la mia”. E ancora: “Ho il dovere morale di condannare ogni atto criminale, mettendoci la faccia, in nome di chi è morto per la legalità, dei familiari delle vittime, della mia Sicilia martoriata. Ho il dovere morale di espormi come esempio fallimentare per tutti quei giovani che pensano di trovare nella criminalità organizzata eroismo, successo, soldi facili, rispetto. Vi prego: dite no ad ogni forma di organizzazione criminale”. Anche un altro killer, Domenico Pace, anche lui ergastolano, ha chiesto perdono prima del 2018.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.