wedding planner alessandra bentivoglio

Settore wedding ed eventi bloccato, Alessandra Bentivoglio: “Il Governo nazionale ci tiene sospesi. Ma Organizziamoci per il nostro futuro”

Incontro all’Ars fra la presidente di WePlan, il presidente della commissione UE Pippo Compagnone ed i vertici del dipartimento regionale del lavoro per l’istituzione di un albo dei wedding planner.

E’ un settore che genera un fatturato regionale complessivo di 2,5 miliardi di euro per il mercato interno e di oltre un 1 miliardo di euro per il settore del destination wedding (sposi stranieri, sposi Italiani, siciliani non residenti) eppure quasi nessuno ne parla. Per più di un anno sono rimasti in coda nell’elenco delle priorità dei governi Conte e Draghi che si sono succeduti da quanto è scoppiata l’emergenza Covid-19.

Ora però l’intero comparto è allo sfinimento ed anche in Sicilia si sta mobilitando, facendo l’unica cosa che rimane da fare in questo periodo di inoccupazione forzata. Organizzarsi.

“In Sicilia annualmente si organizzano 10.000 eventi” afferma l’imprenditrice Alessandra Bentivoglio, presidente associaizone We.Plan, che all’interno di Confcommercio sta cercando di creare una rete regionale del settore wedding ed eventi.

“Parliamo di un settore che, oltre al rilevante fatturato occupa circa 7500 operatori ramificandosi in tantissime direzioni e generando lavoro per oltre 40 mila persone in Sicilia, fra dipendenti ed autonomi” precisa Alessandra Bentivoglio.

Fanno parte del nostro comparto tantissime categorie di lavoratori: quelli del settore catering, i titolari o gestori delle location, fioristi, scenografi, allestitori, noleggiatori, bar catering, fotografi, video operatori, parrucchieri, make up artist, service, illuminotecnica, musicisti, ballerini, animatori, autisti e noleggiatori, gli atelier di abiti da cerimonia, i negozi di bomboniere, grafici e tipografi, gioiellieri, le agenzie di viaggio, lavanderie industriali.

“Ci stiamo facendo sentire – prosegue Alessandra Bentivoglio – lo scorso 26 aprile c’è stata una manifestazione in tutte le principali piazze italiane e ieri nella mia città, Catania, il nostro comportato ha fatto sentire la sua voce. Fino ad oggi le nostre professioni avevano sottovalutato l’importanza di costituirsi in categoria, ma ora emerge la necessità di essere finalmente riconosciuti, per essere visibili e confrontarci con le istituzioni mostrandoci per quello che siamo, uno dei comparti economicamente più rilevanti dell’intero pil nazionale”

“Il mese scorso – continua l’imprenditrice catanese – si sono tenuti on line gli stati generali del wedding in Italia. Tante associazioni di categoria riunite insieme con un unico scopo hanno dato vita ad Unanime : Unione Nazionale AssociazioNI Matrimoni ed Eventi.  

Abbiamo in questo momento la necessità di avere una data chiara per ripartire anche perché nei decreti che sono via via usciti non è mai stata specificamente trattata la materia del wedding, dei ricevimenti  e degli eventi privati in generale. Ci stiamo muovendo addirittura per fare una class-action contro il Governo perché ad oggi siamo ingiustamente i grandi esclusi.

 La scorsa settimana si è tenuto un incontro all’Ars con il deputato autonomista Pippo Compagnone che ha raccolto le istanze del comparto che denuncia perdite pari al 90%. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti del dipartimento lavoro della Regione Siciliana per porre le basi di un ordinamento del settore wedding.

“E’ difficile far capire ai decisori che oggi stiamo già perdendo i matrimoni di luglio e agosto. Non sono cerimonie che si organizzano in un paio di settimane. Ci vogliono mesi. Ormai siamo agli sgoccioli, bisogna ripartire subito anche perché gran parte di questi eventi sono tipicamente estivi, per cui, se non ci sarà una ripartenza immediata, anche tutto il 2021 sarà irrimediabilmente compromesso. Abbiamo già dei protocolli che abbiamo proposto e che prevedono tutto: distanziamenti, sanificazioni, mascherine. A gran voce chiediamo anche una campagna vaccinale per gli operatori per evitare start & stop , dannosi per il nostro settore. Ma sembra che nessuno a Roma si voglia occupare di noi”.

“Questo è anche il momento di pensare al futuro, dando dignità e riconoscibilità alla figura del wedding planner attraverso adeguati percorsi formativi ed una serrata lotta contro l’abusivismo. Un problema davvero enorme per il nostro settore – precisa la presidente di WePlan. – Facendo una veloce ricerca su internet, in siti specializzati come ad esempio matrimonio.com, è possibile stilare per la sola Sicilia un elenco di oltre 300 wedding planner. Ma ad avere una partita iva non sono neanche la metà. Per questo voglio ringraziare di cuore l’onorevole Compagnone – conclude Alessandra Bentivoglio – in particolare per non essersi limitato ad ascoltarci ma per aver consentito alla nostra categoria di porre le basi per l’istituzione di un albo professionale e di percorsi regionali formativi certificati per i wedding planner”.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.