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Grano Duro di Sicilia: la valorizzazione della filiera passa dal Consorzio di Ricerca Ballatore

È tempo di grano. I nostri 260.000 ettari seminati in Sicilia fanno ben sperare in un buon raccolto, grazie ad un’annata agraria che meteorologicamente ha scandito bene i tempi di semina, le lavorazioni del terreno, le precipitazioni e l’andamento climatico in generale. Anche quest’anno il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, ente strumentale dell’Assessorato dell’Agricoltura dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, si appresta ad organizzare le attività di monitoraggio della qualità del grano, che a partire dalla fine di maggio fino a metà luglio verrà trebbiato nei nostri campi.

L’ente ha già in preparazione i cosiddetti campioni controllo qualità che saranno presto inviati ai circa 25 centri di ammasso regionali che aderiscono al Sistema di Monitoraggio della Qualità del Grano in Sicilia, e che permetteranno di calibrare la risposta analitica degli analizzatori all’infrarosso distaccati in ogni centro. La rete siciliana è l’unico sistema rimasto ancora operativo in Italia che effettua un monitoraggio del raccolto sulla base di procedure di calibrazione e validazione dei dati analitici.

L’analisi del grano consentirà al centro di ammasso di effettuare la pratica dello stoccaggio differenziato e concentrare i lotti di qualità superiore, in modo da rispondere in modo più efficace alle richieste dei trasformatori. Dall’altra parte restituisce agli agricoltori un feedback sulla qualità del proprio raccolto in modo che possa ottimizzare negli anni le scelte colturali, orientando le stesse verso una qualità superiore.

“Dalla data del mio insediamento ad oggi – afferma Santo Castiglione Presidente del Consorzio di Ricerca Ballatore – ho assimilato e sostenuto i programmi e le attività svolte da questo ente regionale che svolge un ruolo strategico nel supportare l’Assessorato dell’Agricoltura nelle attività di programmazione e valorizzazione della filiera regionale. Insieme al consiglio di amministrazione e ai nostri ricercatori stiamo lavorando affinché la filiera regionale del grano duro possa capitalizzare il valore custodito dalle produzioni regionali: Grani antichi, assenza di Micotossine, marchio Qualità Sicura, sono solo alcuni esempi nei confronti dei quali il Ballatore ha dato e copntinuerà a dare il proprio contributo determinante”.

E proprio l’assenza di Micotossine, insieme al concetto “zero glifosate”, saranno al centro della certificazione che una rappresentanza di agricoltori siciliani ha già chiesto di conseguire aderendo al Marchio Qualità Sicura certificato dalla Regione Siciliana.

“Il mio impegno è promuovere e sostenere il ruolo di questo ente nel panorama della ceralicoltura siciliana – continua Castiglione – Il Consorzio opera da oltre venti anni ed è un vero presidio di conoscenza per il mondo del grano, sempre pronto a dare il proprio contributo nelle commissioni e nei tavoli di lavoro per valorizzare la filiera; lo abbiamo fatto per la definizione del disciplinare del marchio Qualità Sicura, così come per i lavori della cosiddetta commissione “grani antichi”, stiamo implementando iniziative di ricerca che nell’arco di qualche hanno permetteranno di introdurre importanti novità per la filiera cerealicola siciliana, come la blockchain e la coltivazione del grano monococco, il primo grano coltivato dall’uomo nel neolitico nell’area della mezzaluna fertile”.

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