piero amara

Giustizia “Amara”, l’avvocato siciliano che fa tremare le toghe

Dallo scandalo del Tribunale di Siracusa alla loggia segreta che fa tremare il CSM, al centro degli intrighi c’è sempre lui

g.f.- co.sa.la Repubblica

In una storia dove tutto sembra confondersi – pupi e pupari, buoni e cattivi, menzogne e verità – l’unica opaca certezza resta l’avvocato Piero Amara. Da qualsiasi lato si guardi al caso che fa di nuovo tremare il Csm, al centro c’è sempre lui. Ex avvocato esterno dell’Eni, amico di politici, magistrati, grande frequentatore di salotti romani, Amara è stato arrestato nel febbraio del 2020 per scontare un cumulo di pene di 3 anni e 8 mesi. Oggi è libero e aspetta un affidamento ai servizi sociali. Due le condanne. Fatti diversi, ma analoga radice. Nel primo caso, l’adesione ad un “sistema” tenuto in piedi da avvocati e magistrati che si muovevano per aggiustare le sentenze del Consiglio di Stato; nell’altro, accordi sottobanco tra toghe e avvocati per pilotare indagini nella Procura di Siracusa. È lì, dall’antica capitale della Sicilia, che Amara ha cominciato la sua scalata. Riproponendo un modello di corruzione, secondo i suoi accusatori: strategie in cui tornano corvi, lettere anonime, esposti dettagliati. Ma Amara oppone le sue verità: rivendica di aver dato, con i suoi racconti, un contributo al lavoro degli inquirenti, di non essersi sottratto alla ricostruzione dei fatti.Ma, proiettato dalla periferia ai salotti del continente, Amara viene accusato del complotto che doveva depistare, grazie anche ad amici magistrati, l’inchiesta milanese su Eni. Il gioco viene scoperto: finisce nella rete della Procura di Milano. Ma, da indagato, attua il consolidato canovaccio: cambia ruolo. Diventa “collaboratore”. Riempie dozzine di verbali: intrecciando verità a bugie. Lo sanno i magistrati di Milano, lo sa il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, che ora dovrà filtrare il materiale incandescente fornito sui presunti eccellenti della loggia “Ungheria”. Appena due mesi fa, Cantone ha utilizzato sue dichiarazioni per puntellare le accuse di corruzione in atti giudiziari a carico dell’ex magistrato Luca Palamara. La missione dei pm, anche in questo caso, sarà distinguere ciò che è vero da ciò che è stato costruito per calunniare o inquinare le indagini. Stabilire dove sono i pupi e dove i pupari.

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