Francesco Paolo Figliuolo

Vaccini, alla fine di maggio inizia il turno degli over 30

Ed il commissario Figliuolo, rassicurato dall’arrivo di 17 milioni di dosi a maggio, promette: “entro giugno tutti gli over 60 saranno vaccinati”

di Alessandra Zaniti | La Repubblica

Dai 30 ai 59 anni tutti insieme. Il criterio anagrafico sarà rigorosamente seguito fino ai 60 anni. Poi, forse già nella seconda metà di maggio, quando anche l’ultima fascia d’età ritenuta a rischio grave avrà ricevuto la prima dose, si spariglieranno le carte. Si tornerà alla categorie essenziali, di certo, ma poi sarà una sorta di liberi tutti e ogni Regione potrà decidere di vaccinare anche per categorie, privilegiando i settori che ritiene più esposti o strategicamente prioritari per la ripresa economica dei territori. Nella fascia d’età tra i 30 e i 59 anni, 25 milioni di persone, la platea più vasta (il 39 per cento) della popolazione vaccinabile del Paese, si procederà diversamente da quanto fatto finora. Il commissario per l’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, rassicurato dall’arrivo di 17 milioni di dosi di vaccino a maggio (buona parte delle quali aggiuntive di Pfizer), guarda già alla seconda fase del piano. Quella che dovrebbe arrivare a garantire un’iniezione anche ai trentenni entro l’estate e si spinge oltre, dichiarando l’obiettivo di raggiungere entro fine giugno la vaccinazione di tutti gli over 60.

È un piano di vaccinazioni in parallelo multiplo quello che Figliuolo illustrerà nei prossimi giorni al premier Mario Draghi. All’auspicato ritmo di 500 mila al giorno, basterebbero due mesi per somministrare la prima dose alla fascia 30-59 anni lasciando alle Regioni la valutazione sulle modalità. Fermo restando che dovranno però essere subito riprese le vaccinazioni delle ormai ex categorie prioritarie, personale della scuola, forze dell’ordine, Protezione civile e personale sanitario e sociosanitario non in prima linea nell’emergenza Covid, che sono state sospese la scorsa settimana dopo il cambio di destinazione di AstraZeneca, quando il governo ha deciso che l’unica priorità era vaccinare, per età, i più anziani e fragili. Gli under 60 di queste categorie saranno dunque i primi ad essere vaccinati nella seconda parte della campagna, ma c’è un grosso problema da risolvere molto prima. Ed è la contraddizione tra le indicazioni delle priorità del commissario e il precedente decreto del ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede l’obbligo di vaccinazione di tutto il personale medico e paramedico, anche quello che non lavora negli ospedali o in strutture sanitarie pubbliche e private. Per intenderci, dagli psicologi ai dentisti, dagli oculisti ai collaboratori di studi privati, tutti sono obbligati dal decreto a vaccinarsi subito, ma molti — con l’ultima ordinanza del generale Figliuolo — non rientrano più nelle categorie prioritarie e dovranno aspettare la conclusione delle somministrazioni agli over 60. Un nodo che dovrà essere presto sciolto.Categorie prioritarie a parte, i cinquantenni potrebbero essere la fascia a vedere allontanare il momento dell’immunizzazione. Dipenderà dalla Regione in cui vivono. Il Lazio, ad esempio, ha già detto che procederà comunque con il cosiddetto metodo israeliano, rigoroso criterio anagrafico discendente che lo ha portato a procedere più rapidamente che altrove. Sono già state aperte le prenotazioni per chi ha 60 e 61 anni e — avendo quasi terminato le vaccinazioni degli over 80 — con i nuovi arrivi di Pfizer e Moderna delle prossime settimane, oltre ai richiami, si potrà aprire anche agli under 60 a cui, preferibilmente, andranno i farmaci a mRna, anche se chi lo vuole potrà comunque richiedere AstraZeneca. L’assessore alla Salute, Alessio D’Amato, ha una sola priorità parallela, quella delle carceri a cui vorrebbe destinare Johnson & Johnson, già arrivato a Pratica di Mare ma bloccato dalla stessa casa americana in attesa del pronunciamento dell’agenzia regolatoria.Campania, Sicilia e Sardegna, invece, appena sarà loro consentito, procederanno con la popolazione delle isole minori per renderle prima possibile Covid free e puntare sulla ripresa del turismo. Ma si ritroveranno, così come la Toscana, anche con magistrati e avvocati (anche loro sospesi) a pretendere di passare avanti agli altri. La Liguria, invece, ha già fatto sapere che recupererà subito con insegnanti e forze dell’ordine.

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