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A piedi dal porto alla cattedrale Palermo avrà la sua “rambla”

Esulta Orlando ma non i commercianti. Patrizia Di Dio: “Avevamo chiesto di iniziare dopo la chiusura dei cantieri che paralizzano la città”

Il sogno di una lunga passeggiata fra i tesori della città partendo dal mare diventerà realtà. Una rambla palermitana di due chilometri e mezzo da via Emerico Amari fino al Teatro Massimo per proseguire su via Maqueda, corso Vittorio Emanuele e arrivare alla cattedrale. Ieri la giunta comunale ha approvato la delibera che pedonalizza via Emerico Amari da via Crispi a via Ruggero Settimo e la stessa via Ruggero Settimo per l’intero tratto. Una porta di accesso alla città per tutti i croceristi che prima o poi torneranno a sbarcare al porto. « Si tratta di un’area strategica per lo sviluppo e l’attrattività di una parte della città – dice il sindaco Leoluca Orlando – Il triangolo porto – piazza Politeama – piazza Verdi. La pedonalizzazione costituisce un’azione programmatoria cui dovranno seguire specifiche ordinanze che daranno conto di esigenze e proposte all’interno di una scelta fondamentale per la città di Palermo».L’amministrazione è pronta a partire, si punta ai primi di maggio, il tempo di formalizzare le ordinanze per una sperimentazione che durerà un anno per la pedonalizzazione di via Ruggero Settimo, mentre via Amari di fatto già in gran parte pedonale, sarà da subito permanente. La rambla così pensata vuole valorizzare il cuore della città da anni sventrato dai cantieri dell’anello ferroviario. Adesso che le trivelle sono sparite da piazza Castelnuovo, l’amministrazione scommette sulla lunga pedonalizzazione. Ma non basterà chiudere le strade, serviranno arredi e fioriere, un progetto di decoro su cui gli uffici del vice sindaco Fabio Giambrone stanno già lavorando. E bisognerà anche fare i conti con la zona rossa dettata dalla pandemia, al momento in vigore.« È un progetto che unisce gli aspetti di decoro, vivibilità e attenzione all’impresa che ogni pedonalizzazione deve esprimere, frutto di un lungo percorso di dialogo e condivisione che si esprime e prosegue anche con gli interventi in corso o già programmati anche nelle aree limitrofe, tutti destinati a rendere più vivibile e fruibile l’intera zona. Questa pedonalizzazione assume una valenza particolare perché, una volta realizzati gli interventi previsti, quest’area rappresenterà la “ porta di ingresso” in città per le migliaia di turisti e crocieristi che, speriamo presto, torneranno a visitare Palermo » , dicono gli assessori comunali Fabio Giambrone, Giusto Catania e Leopoldo Piampiano.Dai commercianti, tanti in linea di principio favorevoli alla pedonalizzazione di via Ruggero Settimo, però, in questo momento arriva un no al provvedimento del Comune. « Nel momento più drammatico per le nostre aziende e per l’economia cittadina – dice Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo – abbiamo chiesto al Comune di ripristinare il libero accesso sia dei mezzi privati che di quelli pubblici su via Ruggero Settimo dopo che è stata finalmente consegnata l’area di cantiere della zona del Politeama. Dinanzi a priorità ben più urgenti per venire incontro alla catastrofe che stiamo subendo, in una riunione di alcuni giorni fa, abbiamo ribadito l’esigenza di posticipare la sperimentazione a un periodo successivo alla definitiva “ liberazione” dei cantieri stradali tuttora aperti nella zona, come ad esempio quello del collettore fognario che blocca da anni via Roma. Quella pensata dal Comune, in questo momento di pandemia, è una pedonalizzazione di cui non possono usufruire né i palermitani alle prese con la zona rossa né i turisti del tutto assenti in città».Il Comune conta di avviare una serie di incontri con le categorie produttive e i rappresentanti dei commercianti ma anche con i residenti delle aree interessate dalle nuove pedonalizzazioni. « La premessa è che sono da sempre favorevole alla pedonalizzazione di via Ruggero Settimo – dice Mario Dell’Oglio dello storico negozio di abbigliamento sotto i portici di via Ruggero Settimo – Ma adesso i tempi sono sbagliati. Abbiamo ancora una piazza Castelnuovo non definita anche se i lavori sono stati conclusi da giorni. La viabilità della zona continua a essere in tilt e loro decidono di chiudere la strada. È sbagliato. Prima mettano a posto davvero tutto l’assetto della piazza e dei dintorni e poi pedonalizzino ».

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