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Il traguardo del Regno Unito: “Domani raggiungeremo l’immunità di gregge”

Antonello Guerrera | La Repubblica

Domani «il Regno Unito avrà acquisito l’immunità di gregge contro il coronavirus». L’annuncio degli studiosi dello University College London (Ucl) è strabiliante, allude alla fine dell’incubo Covid e al ritorno all’agognata normalità, tra l’altro proprio nel giorno della riapertura di pub e ristoranti (solo all’aperto) dopo tre mesi di lockdown totale in Inghilterra. Ma è davvero così? L’ottimistica ricerca della Ucl prevede che da domani il 75% dei residenti Oltremanica avrà una sorta di immunità contro il coronavirus. Questo traguardo si basa sul numero di persone già in possesso di anticorpi sviluppatisi naturalmente nell’organismo dopo aver contratto e superato il Covid, sommate a coloro che hanno ricevuto per lo meno una dose di vaccino. Questi ultimi sono oltre 32 milioni nel Regno Unito, circa metà della popolazione totale (contro il 14% dei cittadini Ue). Se si uniscono a coloro che hanno già superato il Covid, si arriverebbe al 75%. Soglia che per l’Ucl potrebbe rappresentare l’immunità di gregge.Attenzione però.

Lo stesso ministro della Salute britannico Matt Hancock, esponente del governo Johnson che a inizio pandemia fu tentato dall’idea di una immunità di gregge senza vaccini, è molto scettico: «Quante volte nei mesi scorsi mi è stato detto che l’avremmo presto raggiunta e invece… Ci andrei molto cauto. Non bisogna abbassare la guardia». Già, perché i caveat di questo studio sono tanti. Innanzitutto, non si sa quanto durino davvero gli anticorpi (naturali o con vaccino), né quale sia davvero la quota di immunità di gregge del coronavirus, poiché variabile a seconda dei contesti, delle restrizioni in atto e dei tassi di contagio.

«Premesso che non sappiamo quanto questi vaccini, seppur immunizzanti, fermino i contagi», ha spiegato al Guardian la professoressa Christl Donnelly dell’Università di Oxford, «il vero problema sono le nuove varianti del coronavirus, che potrebbero far sballare ogni stima di immunità di gregge».Il caso Manaus, in Brasile, è esemplare. Dopo una devastante prima ondata di coronavirus, lasciato a inizio 2020 libero di contagiare e uccidere, lo scorso luglio il 66% degli abitanti aveva gli anticorpi. A ottobre quasi il 76%. A gennaio 2021, però, ecco la seconda ondata: ospedali stracolmi, migliaia di morti nel Paese oggi. La stima è che a Manaus tra il 25 e il 61 per cento di persone già con anticorpi, si sia ricontagiato con il Covid. Motivo: la temuta “variante brasiliana” del coronavirus, per cui gli anticorpi scaturiti dalla prima infezione (con un altro ceppo) si sono rivelati in molti casi inutili.Lo scorso settembre, inoltre, lo stesso team di Ucl aveva predetto poche decine di morti per Covid al giorno nel Regno Unito durante la seconda ondata in autunno. Invece, si sono poi raggiunti picchi di oltre mille decessi quotidiani. Perché? Anche qui, non era stata considerata la “variante inglese” del coronavirus, esplosa qualche settimana dopo.

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