Vaccino Covid

Vaccini in parrocchia in Sicilia, troppa disorganizzazione. I parroci chiedono un rinvio

di Veronica Femminino | BlogSicilia

Mancano poche ore alle vaccinazioni anti Covid19 nelle chiese siciliane (previste per sabato 3 aprile) e la disorganizzazione regna sovrana. Le vaccinazioni saranno rivolte a persone di età compresa fra i 69 e i 79 anni alle quali verrà inoculato il vaccino AstraZeneca. In ogni centro sarà presente un medico, un infermiere e un amministrativo per la compilazione dei moduli. Secondo le indicazioni della Regione Siciliana, la vaccinazione sarà effettuata se ci saranno un minimo di 50 prenotazioni per parrocchia.

L’intenzione di vaccinare in 500 chiese siciliane
L’annuncio delle vaccinazioni nei luoghi di culto, fatto una settimana fa in pompa magna da Musumeci e l’ormai ex assessore Razza, ha di fatto portato le Diocesi siciliane ad individuare, in fretta e furia, le parrocchie disponibili a partecipare all’iniziativa, circa 500. Ad ogni parrocchia è destinato fino a un massimo di 100 vaccinazioni.

Le vaccinazioni il Sabato Santo
Ieri le Asp, come racconta a BlogSicilia monsignor Giuseppe La Placa, vicario generale della Diocesi di Caltanissetta, hanno contattato le stesse diocesi per avere l’elenco delle parrocchie “ma – dice La Placa – non ci sono i tempi necessari. Abbiamo dovuto fare tutto quasi all’ultimo minuto, ancora attendiamo risposte dalle parrocchie che non sono state adeguatamente informate sul come organizzarsi. Considerate che la sola Diocesi di Caltanissetta abbraccia 18 comuni e 160mila fedeli. Poi c’è il problema delle vaccinazioni nel Sabato Santo, i sacerdoti sono impegnati nelle confessioni e la preparazione della messa di Pasqua. Per questo motivo molti preti vorrebbero posticipare le vaccinazioni ad un’altra data”. Secondo indiscrezioni analoga richiesta sarebbe arrivata dalla Diocesi di Messina.

Poche informazioni dall’assessorato alla Salute
La conferma della richiesta di alcuni sacerdoti di posticipare le vaccinazioni arriva anche dalla Cesi, la Conferenza Episcopale Siciliana. Don Giuseppe Rabita, direttore dell’ufficio stampa, parla di “numerose voci che circolano e comunicazioni difficili con l’assessorato” a seguito dello scandalo dei dati sul contagio falsati.
E ancora: “Noi abbiamo raccolto le adesioni delle chiese ma certamente bisognava organizzarsi meglio. L’accordo tra la Conferenza Episcopale Siciliana e l’assessorato per la Salute della Regione siciliana è stato formalizzato solo dopo l’annuncio della giornata straordinaria di vaccinazioni. Le chiese non sanno bene come muoversi, sono in difficoltà, noi siamo stati inondati di domande da parte dei parroci che vorrebbero capire meglio”.

I parroci chiedono di posticipare
Rabita comprende bene le motivazioni della richiesta di posticipo dell’iniziativa. “E’ una cosa nata male. Per noi preti – dice – è problematico organizzare le vaccinazioni il Sabato Santo, bisogna preparare le liturgie, le chiese sono affollate per via delle confessioni, i sacerdoti sono molto impegnati”.

La paura di AstraZeneca
Non è detto poi che coloro che si sono prenotati andranno effettivamente a vaccinarsi. Qualche giorno fa BlogSicilia ha raccolto la denuncia di Padre Giuseppe Di Miceli, parroco della chiesa di San Giorgio di Piana degli Albanesi, che ci ha riferito dell’esiguo numero di prenotazioni a causa dei timori della gente relativi al vaccino AstraZeneca. Lo conferma Rabita: “Tante persone volevano vaccinarsi, ma sono state scoraggiate a farlo dalla paura di Astrazeneca”.

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