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Colpi di pistola allo Zen a causa di una faida per il controllo del territorio

Dalle prime ore dell’alba, la Polizia di Stato sta eseguendo 4 fermi di indiziato di delitto, con l’aggravante dal metodo mafioso, emessi dalla Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di quattro palermitani, accusati di avere fatto parte del commando che lo scorso martedì, allo “Zen”, ha fatto fuoco contro Giuseppe Colombo ed i figli Antonino e Fabrizio, lasciando sul selciato una decina di colpi, tra proiettili inesplosi e bossoli.

La Squadra Mobile della Questura di Palermo ha infatti chiuso il cerchio su quello che, fin dai primi momenti, aveva assunto le caratteristiche di un vero e proprio agguato mafioso, interrompendo le esuberanze criminali di quanti credevano di sottrarre lo “Zen” alla Legge dello Stato.

I primi arresti erano avvenuti all’indomani dell’agguato per tentato omicidio nei confronti di Giuseppe e Antonino Colombo, padre e figlio, feriti da più colpi di arma da fuoco in via Filippo Patti, allo Zen: a finire in manette erano stati Letterio e Pietro Maranzano. La svolta nelle indagini grazie alle dichiarazioni di un testimone che sta collaborando con gli inquirenti.

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