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In Sicilia l’Asp di Enna detiene il primato delle vaccinazioni effettuate

Si è dato il via a una “sana” competizione, una corsa a chi vaccina di più. A oggi sono state effettuate 707.356 (AstraZeneca 141.667, Moderna 25.720 e Pfizer 557.969)

di Gaetano Mellia – Dedalomultimedia

In questi giorni si registra un’evidente accelerazione nell’attuazione del piano vaccinale in Sicilia. Si è innescata una sana competizione

 a voler compiere la più importante missione di salvaguardia della salute della popolazione che mai prima era stata sperimentata a livello sanitario, nella società italiana. Tutte le ASP e le strutture ad oggi individuate come centri di vaccinazione sono mobilitate in una corsa contro il tempo per rendere impotente il virus, autore di tante vittime e causa di una incalcolabile e diffusa sofferenza tra la popolazione.

Ad oggi sono state effettuate 707.356 vaccinazioni somministrando gli attuali vaccini disponibili: AstraZeneca 141.667, Moderna 25.720 e Pfizer 557.969.

Tra le 9 ASP della Sicilia Enna con 28.505 vaccinazioni su una popolazione di 169.782 registra il primato con il 16,78 % seguita da Messina, Catania, Ragusa, Palermo, Trapani, Caltanissetta, Agrigento e Siracusa tutte tra 14,95% e 11,88%.

È chiaro che non si può parlare di competizione per il primato quando tutti hanno lo stesso obiettivo di immunizzare la popolazione siciliana. Ma è utile evidenziare che la capacità di reazione alla straordinaria minaccia è sempre più ampia con obiettivi di crescita e di superamento dei limiti sino ad ora mai sperimentati. Una realtà come la provincia di Enna evidenzia come l’apporto responsabile e generoso di tutti i protagonisti, chiamati con molteplici compiti, possa consentire risultati soddisfacenti  ed incoraggianti.

Nei prossimi giorni la Sicilia dovrebbe ricevere entro il 3 aprile 110mila dosi di vaccini tra AstraZeneca, Pfizer e Moderna e oggi ne sono attese 28mila ed il Presidente Musumeci ha annunciato che se il 3 aprile come è stato anticipato da Roma arriveranno le dosi si potranno coinvolgere anche i medici di base.

La mobilitazione è generale e sempre più capillare. E senza una forte motivazione valoriale ed una professionalità posta al servizio del bene comune, non potremmo condividere il successo a cui tutti aspiriamo.

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